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La serie tv Orange Is The New Black è ormai arrivata da diverse settimane in Italia, su Netflix. Molti appassionati si sono già dati al binge watching, per finirla in pochi giorni. È quello che è successo a qualcuno in redazione, ma solo adesso – dopo averla digerita – ci si siede alla scrivania per parlarne. Spoiler-free.

Questa stagione marca ancora di più come la situazione sia cambiata, rispetto all’inizio: corale, e non solo il drama di Alex e Piper, ma soprattutto conferma ancora una volta un tono più serio rispetto al puro comedy con cui era partita. Gli episodi sono ben scanditi. A volte forse troppo, con la sensazione di lentezza che pervade alcuni punti della narrazione. Ma quando si arriva alla fine, quasi risulta naturale una cosa simile: un lasso di tempo breve, analizzato nel profondo. Anche nei suoi momenti di noia, messi sullo schermo.

Ma chi ha amato questa serie almeno una volta, e l’ha interrotta all’altezza della terza stagione, potrebbe fare uno sforzo e superare quello scoglio, per raggiungere un punto in cui anche molte attrici trovano una maturità nuova, confermata, o sono semplicemente più spettacolari che mai.

Kate Mulgrew cambia assieme a Red: sa farne trasparire tutta la condizione incontrollata e incontrollabile, con una maestria propria di pochi. Uzo Aduba non ha certo bisogno di presentazioni, essendo indiscutibilmente la più premiata (giustamente) del cast. Anche questa stagione la vede sicuramente come un’attrice di punta. La validità complessiva viene poi rafforzata anche da come trovano più spazio Laura Gómez (Blanca Flores, davvero incredibile anche nelle sue trasformazioni), Emma Myles e Julie Lake  (rispettivamente Leanne e Angie, il duo di tossicodipendenti che qui esprimono il loro massimo potenziale sia attoriale che di personaggi).

Come spesso accade nelle serie tv, ogni episodio ha un regista differente, ma il taglio narrativo rimane uniforme, cosa che non porta a sensazioni di discontinuità. In questo, buona la prestazione di Laura Prepon nell’episodio 9, The Reverse Midas Touch.

In definitiva? Con il cliffhanger finale così tremendo, questa stagione porta a starsene nuovamente con un countdown da 12 mesi, per l’ennesimo binge watching… Ma come sempre, è cosa più che gradita.

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