Lisa Jakub visse nella casa dei Menendez: «Sembrava una villa come tutte le altre»

La star di Mrs. Doubtfire, che ha vissuto nella casa dei Menendez dopo gli omicidi, racconta un dettaglio "sorprendente" che ha notato

Locandina di Lisa Jakub visse nella casa dei Menendez: «Sembrava una villa come tutte le altre»
© 20th Century Studios

L’attrice Lisa Jakub, nota soprattutto per il ruolo di Lydia Hillard nel film Mrs. Doubtfire, ha raccontato di avere vissuto un’esperienza fuori dall’ordinario quando aveva circa tredici anni. Nel 1993, insieme alla madre, soggiornò per alcuni mesi nella villa di Beverly Hills in cui, quattro anni prima, Lyle ed Erik Menendez avevano ucciso i genitori, José e Kitty Menendez.

L’abitazione, situata al 722 di North Elm Drive, era ancora al centro dell’attenzione pubblica mentre il caso giudiziario veniva seguito dai media. Jakub si trovava nella villa grazie a una produttrice cinematografica con cui aveva lavorato: la donna si era trasferita temporaneamente a New York con il marito sceneggiatore e aveva bisogno di qualcuno che si occupasse della casa durante la sua assenza.

Un ambiente sorprendentemente normale

Nonostante la tragica storia dell’edificio, Jakub ha descritto la villa come un luogo molto più ordinario di quanto ci si potrebbe aspettare. L’attrice ha raccontato che gli ambienti erano ampi e luminosi, con una carta da parati dai colori vivaci, una piscina, un campo da tennis e una cucina professionale.

Durante il soggiorno, Jakub dormì nella stanza che in precedenza era appartenuta a Lyle Menendez. La quotidianità nella casa, tuttavia, non era caratterizzata da atmosfere cupe o da fenomeni inquietanti. Il contrasto tra la normalità degli ambienti e la violenza consumatasi al loro interno rese l’esperienza particolarmente surreale.

A ricordarle costantemente il passato della villa erano soprattutto i curiosi e i tour organizzati davanti all’abitazione. I gruppi di visitatori si fermavano regolarmente nei pressi della casa per osservare il luogo diventato famoso per uno dei più noti casi di cronaca nera degli Stati Uniti.

I presunti legami con le celebrità

Nel suo racconto, Jakub ha riferito anche alcune informazioni che le sarebbero state raccontate dalla produttrice o dalla governante della casa. Secondo queste testimonianze indirette, la villa avrebbe ospitato in passato personaggi famosi come Elton John e Michael Jackson.

Il dettaglio, tuttavia, non risulta documentato in modo indipendente con la stessa certezza della permanenza della famiglia Menendez nell’abitazione. È quindi più corretto presentarlo come un ricordo riferito dall’attrice, e non come un fatto definitivamente verificato.

La presunta presenza di star della musica contribuiva comunque a rendere ancora più singolare la storia della villa. Prima di diventare il luogo di un omicidio che avrebbe attirato l’attenzione internazionale, la casa era stata associata, secondo quei racconti, al mondo dello spettacolo e alla vita hollywoodiana.

La casa vista in televisione

Il momento più inquietante per Jakub arrivò quando si trovò a guardare in televisione le immagini del processo contro i fratelli Menendez. Durante le udienze venivano mostrate fotografie e riprese dell’abitazione, comprese le finestre e gli ambienti interni.

L’attrice riconobbe così sullo schermo gli stessi spazi che vedeva ogni giorno. Le finestre mostrate durante la copertura televisiva appartenevano alla stanza in cui stava vivendo: per un istante, la sua casa si trasformò nel luogo di una vicenda giudiziaria trasmessa in tutto il Paese.

Quella consapevolezza le fece percepire in modo diverso l’ambiente che la circondava. La villa non era soltanto una casa lussuosa in cui soggiornare, ma anche il luogo fisico in cui si erano consumati gli omicidi e che continuava a essere analizzato dai giornalisti, dagli investigatori e dal pubblico.

Un’esperienza fuori dall’ordinario

L’esperienza vissuta da Lisa Jakub offre un punto di vista insolito sulla vicenda Menendez. La sua testimonianza non riguarda direttamente il delitto né il processo, ma racconta la vita quotidiana all’interno di una casa divenuta un simbolo della cronaca nera americana.

La storia mostra anche quanto possa essere forte il contrasto tra la percezione pubblica di un luogo e l’esperienza concreta di chi lo abita. Per milioni di persone la villa era l’ambientazione di un caso criminale; per una ragazzina di tredici anni, invece, era soprattutto il luogo in cui dormire, mangiare e trascorrere alcuni mesi con la madre.

Il racconto di Jakub ricorda infine che gli edifici non conservano necessariamente un’atmosfera riconoscibile degli eventi avvenuti al loro interno. Una casa può apparire luminosa, elegante e perfettamente normale, pur essendo legata a una memoria tragica destinata a rimanere impressa nella cultura popolare.

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