A John Malkovich degli Oscar interessa relativamente poco. O meglio, l'attore non sembra intenzionato a lasciarsi trascinare dalle prime previsioni sulla stagione dei premi.
A Venezia, dove è arrivato per presentare Wild Horse Nine, il nuovo film di Martin McDonagh, Malkovich ha preferito parlare di futuro.
E il futuro, almeno per lui, significa continuare a lavorare.
John Malkovich non pensa al ritiro: “Continuerò a fare quello che amo”
L'attore ha infatti allontanato qualsiasi ipotesi di pensionamento, mostrando di avere ancora voglia di confrontarsi con nuovi personaggi e nuovi progetti. Una posizione che arriva dopo una carriera lunga e ricchissima, segnata anche da due candidature agli Academy Awards.
Il possibile riconoscimento per Wild Horse Nine può quindi aspettare.
L’Oscar può aspettare
Il nome di Malkovich ha iniziato a circolare tra quelli che potrebbero ottenere attenzione durante la prossima stagione dei premi.
La presentazione veneziana di Wild Horse Nine ha inevitabilmente contribuito a questo entusiasmo. Il film di McDonagh è infatti uno dei titoli arrivati al Lido con grandi aspettative.
Quando un attore con una carriera come quella di Malkovich offre una nuova interpretazione, è quasi inevitabile che inizi il dibattito sui possibili premi.
Ma l'attore non sembra voler partecipare alla discussione.
Durante l'incontro con la stampa, gli è stato chiesto persino se avesse già pensato a un eventuale discorso per gli Oscar.
La risposta ha riportato rapidamente la conversazione con i piedi per terra.
Malkovich ha accolto l'interesse con il consueto atteggiamento ironico, ma ha preferito spostare il discorso sul film e sul lavoro realizzato insieme a McDonagh e agli altri interpreti.
In altre parole, prima viene il cinema e poi, eventualmente, arrivano i premi.
Wild Horse Nine è il nuovo progetto con Martin McDonagh
Al centro della trasferta veneziana di Malkovich c'è Wild Horse Nine.
Il film è diretto da Martin McDonagh, autore e regista noto per un cinema capace di mescolare umorismo nero, dramma e personaggi spesso imprevedibili.
Per Malkovich, lavorare con un autore di questo tipo rappresenta un'altra occasione per continuare a esplorare territori differenti.
Ed è proprio questa la parte della carriera che sembra interessargli maggiormente.
Nonostante abbia già interpretato alcuni dei personaggi più riconoscibili del cinema internazionale, l'attore non parla del passato come di qualcosa che debba necessariamente essere celebrato con un ultimo grande ruolo.
Al contrario, sembra considerare ogni nuovo film come una possibilità per ricominciare.
È anche per questo che la domanda sul ritiro ha trovato una risposta piuttosto netta.
“Non penso di andare in pensione”
Malkovich ha chiarito di non avere intenzione di ritirarsi.
Il concetto espresso dall'attore è semplice: vuole continuare a fare ciò che ama.
Una dichiarazione che dice molto sul suo rapporto con il mestiere.
Nel corso degli anni, Malkovich ha costruito una filmografia estremamente varia. Da Le relazioni pericolose a L'impero del sole, passando per Nel centro del mirino e Essere John Malkovich, ha alternato cinema d'autore, grandi produzioni e ruoli più eccentrici.
Ha inoltre ottenuto due candidature agli Oscar.
La statuetta, però, non è mai arrivata.
E oggi, a quanto pare, non sembra essere qualcosa che condiziona le sue scelte.
Il riconoscimento potrebbe certamente rappresentare un momento importante, ma non è quello che lo spinge a continuare.
La motivazione resta il lavoro.
Il rapporto con la recitazione è cambiato nel tempo
La riflessione sul futuro porta inevitabilmente anche a guardare al percorso già compiuto.
Malkovich appartiene a una generazione di interpreti che ha attraversato decenni di trasformazioni dell'industria cinematografica.
Il suo percorso è passato attraverso produzioni hollywoodiane, cinema indipendente e collaborazioni con registi molto diversi tra loro.
Questa varietà sembra essere ancora oggi una delle caratteristiche più importanti della sua carriera.
Per questo l'attore non appare interessato a costruire il proprio futuro esclusivamente intorno alla possibilità di vincere un premio.
Il punto è trovare storie interessanti.
E Wild Horse Nine sembra rientrare proprio in questa categoria.
Martin McDonagh guarda anche oltre le versioni ufficiali della storia
La conferenza veneziana non ha riguardato soltanto Malkovich.
Anche Martin McDonagh ha affrontato alcuni degli argomenti che stanno alla base del film, soffermandosi sul modo in cui determinate realtà vengono raccontate e percepite.
Tra i temi citati dal regista c'è il rapporto tra l'immaginario legato al KGB e quello relativo alla CIA.
Secondo McDonagh, il pubblico occidentale ha sviluppato una conoscenza molto ampia dell'immagine del KGB attraverso cinema e televisione.
Molto meno spesso, invece, ci si interroga criticamente sulla rappresentazione della CIA.
È una riflessione che si inserisce perfettamente nella visione dell'autore, spesso interessato a mettere in discussione prospettive considerate ormai familiari.
Anche questo elemento contribuisce a rendere Wild Horse Nine un progetto particolarmente interessante nella selezione veneziana.
Un’altra sfida dopo una carriera straordinaria
La cosa più interessante delle dichiarazioni di Malkovich è forse proprio ciò che non ha detto.
L'attore avrebbe potuto concentrarsi sulla possibile candidatura agli Oscar e sulla prospettiva di aggiungere un nuovo riconoscimento a una carriera già prestigiosa.
Ha invece scelto un'altra strada.
Nessuna celebrazione anticipata e nessun discorso da preparare.
Solo la voglia di continuare a recitare.
Dopotutto, la sua carriera dimostra che Malkovich non ha mai avuto bisogno di rimanere legato a un'unica immagine.
Il suo nome è associato a ruoli molto diversi e a una capacità particolare di muoversi tra generi e registri.
Wild Horse Nine rappresenta quindi un nuovo capitolo, non necessariamente un punto d'arrivo.
E mentre il pubblico e gli addetti ai lavori possono iniziare a chiedersi se l'interpretazione porterà Malkovich nuovamente verso gli Oscar, l'attore sembra avere una priorità decisamente più concreta.
Trovare il prossimo film.
Trovare il prossimo personaggio.
E continuare a fare il lavoro che, dopo tanti anni, non sembra avere ancora smesso di appassionarlo.
Perché se c'è una cosa che John Malkovich ha voluto chiarire da Venezia è proprio questa: il sipario sulla sua carriera è ancora lontano dal calare.
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