Il Sequel Saw XI Cancellato: Il Dietro le Quinte della Vendita del Franchise a Blumhouse

Dopo il successo di Saw X, Twisted Pictures ha ceduto l'intero franchise Saw a Blumhouse. Creative block e l'età di Tobin Bell hanno affossato il sequel atteso.

Il Sequel Saw XI Cancellato: Il Dietro le Quinte della Vendita del Franchise a Blumhouse

Il mondo horror è ancora sotto shock per il destino della saga di Saw. Nonostante l’enorme successo di critica e pubblico ottenuto da Saw X, l’annunciato sequel, Saw XI, è svanito nel nulla. Peggio ancora: gli storici produttori hanno deciso di voltare pagina, cedendo l’intero impero delle trappole mortali a un nuovo maestro del brivido: Blumhouse Productions.

È una storia di esaurimento creativo e aspettative troppo alte. Mentre i fan piangono ancora nei commenti sotto un post Instagram che fissa incredibilmente l’uscita di Saw XI al 9 settembre 2024, la realtà è che il progetto è morto e sepolto da quasi un anno. Ma cosa ha spinto i creatori storici a vendere tutto?

L’Addio di Twisted Pictures e i Contrasti Creativi

Per oltre due decenni, Oren Koules e Mark Burg di Twisted Pictures hanno gestito ogni singola mossa del franchise Saw. Saw XI era un progetto entusiasmante, con il ritorno del regista Kevin Greutert (Saw X) e gli sceneggiatori Patrick Melton e Marcus Dunstan. Eppure, secondo quanto riportato, i problemi sono iniziati già nel gennaio 2024.

I produttori storici hanno cominciato ad avere visioni totalmente opposte sulla direzione da prendere per il sequel. Non trovando un punto d’incontro, il progetto ha subito un rallentamento irreversibile. A queste difficoltà si è aggiunta la crescente incertezza sul ruolo e sull’età di Tobin Bell, l’iconico John Kramer. La sfida di produrre un seguito degno di Saw X (accolto in modo sorprendentemente positivo) era enorme, e i produttori, forse, non volevano rischiare.

Il Burnout Dietro la Vendita Milionaria a Jason Blum

Non solo Koules e Burg hanno abbandonato Saw XI, ma hanno deciso di vendere l’intero pacchetto: i dieci film precedenti, tutte le attività collaterali come videogiochi, escape room e persino le giostre a tema. Una cessione totale del loro asset più prezioso, acquistato da Jason Blum con la sua Blumhouse, che ora è co-proprietaria del franchise insieme a Lionsgate.

Koules ha spiegato a Fangoria che la decisione è stata il risultato di un profondo burnout. Dopo 21 anni dedicati a Saw, l’incapacità di trovare un accordo su Saw XI ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. “Era il momento giusto. In un certo senso sono libero da tutto questo. Voglio raccontare altre storie”, ha dichiarato l’ex produttore. Blumhouse, d’altro canto, è nota per la sua aggressiva acquisizione di proprietà intellettuali (IP), un elemento che, come ha notato Koules, interessa particolarmente a Blum per lo sviluppo di giochi e prodotti multimediali.

Il Futuro di Jigsaw: Una Necessaria Reinvenzione

Con lo script di Saw XI nelle mani di Blum, la domanda è se il nuovo proprietario deciderà di rianimare il progetto. È improbabile. Il fattore età di Bell e il rischio di dover ricorrere a flashback per l’ennesima volta impongono un cambio di rotta. Blum stesso ha lasciato intendere che intende “reinventare” il concetto.

Questo suggerisce che il destino del franchise non sia un sequel diretto, ma un reboot completo. Non uno spin-off controverso come Spiral, ma una rivisitazione che mantenga lo spirito delle trappole e adatti il concept di Jigsaw a un pubblico moderno, liberandosi delle intricate e a volte confuse linee temporali del passato. Saw XI sarà ricordato come il sequel che non è mai esistito, ma la buona notizia è che, grazie a Blumhouse, la saga non finirà arenata in beghe legali sui diritti.

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