Milano questa mattina si è svegliata più fredda del solito e non solo per il clima, ma anche come stato d’animo, oggi c’è l’ultimo saluto alla sua Signora, quella della musica italiana per eccellenza: l’addio alle spoglie di Ornella Vanoni.
E sono stati più di 5 mila solamente quelli contati in fila ieri, nonché persone illustri della Musica, del Cinema e della TV in generale, molti cordogli e molte lacrime versate anche in tv ieri sera con la puntata di Che Tempo Che Fa, con un Fazio visibilmente scosso.
L’ultimo saluto ad Ornella Vanoni a Milano
Ma oggi a dispetto dei 65 milioni di dischi venduti e della sua fama oltre i confini, la celebrazione più sentita si è svolta nell’intimità che l’artista aveva sempre protetto. La camera ardente è stata allestita in uno dei luoghi simbolo della cultura meneghina, il Piccolo Teatro, dove il mondo del teatro e della musica si è stretto in un abbraccio compatto.
L’addio dei nipoti alla nonna Ornella Vanoni
Al di là dell’icona, la voce che ha restituito l’immagine più toccante della donna è stata quella del nipote, Matteo Ardenzi. Rivolgendosi al feretro, Matteo ha ricordato la Vanoni non solo come la leggenda dell’arte, ma come una nonna e una madre di straordinaria forza e resilienza. Ha descritto la sua figura come un pilastro, capace di incoraggiarlo sempre, persino dopo il periodo di grande sofferenza fisica patito in estate, un periodo in cui si era mostrata “eroica e restia a lamentarsi”.
Matteo ha inoltre svelato l’ultimo dei suoi desideri incompiuti: nonostante fosse circondata dall’affetto del figlio Cristiano Ardenzi e dei nipoti Matteo e Camilla, l’artista aveva ancora la volontà di scrivere un nuovo libro, a testimonianza di una creatività che non conosceva pausa.