Guillermo del Toro, il cui cuore batte da sempre per i mostri, si è cimentato nell’adattamento di Frankenstein di Mary Shelley, un’opera che sembrava quasi troppo ovvia per il regista messicano. Tuttavia, il suo film, uscito su Netflix dopo una breve proiezione nelle sale, offre una risposta inattesa alla domanda su cosa aggiungere al testo originale: trasforma il mostro di Frankenstein in una sorta di supereroe.
Recensione Il Frankenstein di Guillermo Del Toro
Questa scelta, sebbene richiami pericolosamente il micro-trend fallimentare degli anni 2010 (I, Frankenstein, Dracula Untold) che cercava di codificare i classici monster movie in action da fumetto, è eseguita da Del Toro con una profonda poignancy e abilità cinematografica.
⚡ Un Mostro con Abilità Sovrumane
Cosmeticamente, il film di Del Toro presenta modifiche in linea con la logica del blockbuster moderno. Il Creature (interpretato da Jacob Elordi) possiede abilità che vanno ben oltre la semplice forza del racconto gotico:
- Forza e Stamina Imane: Il Mostro esibisce una forza e una resistenza nettamente superumane.
- Fattore Rigenerante: Del Toro introduce un vero e proprio fattore di guarigione che rivaleggia con quello di Wolverine (il Creature si rigenera dopo essere stato colpito da dinamite).
- Immortalità Implicita: Il suo stato tra la vita e la morte lo rende essenzialmente immortale; gli sforzi suoi e altrui per ucciderlo falliscono, trasformando le sue anomalie in un dono e una maledizione, tipici di ogni moderno set di superpoteri.
Queste capacità sono messe in scena in sequenze d’action-horror brutali, in particolare negli ambienti artici, dove il Creature insegue il suo creatore, Victor Frankenstein (Oscar Isaac). Il Mostro abbatte i marinai della nave con estrema facilità, scagliandoli come bambole di pezza, dimostrando un livello di violenza fisica e una prodezza mai visti nel testo di Shelley.
La Poetica di Del Toro: Il Dolore della Vita Eterna Non Richiesta
La mossa più impressionante di Del Toro è quella di prendere il concetto potenzialmente stucchevole del “mostro superpotente” e infonderlo di disperazione esistenziale, un elemento che spesso manca nei film di supereroi pensati per un pubblico più giovane.
A differenza di molti franchise a fumetti che evitano di addentrarsi troppo nel cupo, il Frankenstein di Del Toro è libero di indugiare nell’oscurità di una vita eterna non richiesta.
- La Maledizione dell’Immortalità: Il Mostro, come tanti adolescenti verbalizzano il loro disagio, non ha chiesto di nascere. Ma la sua condizione è peggiore: non ha chiesto nemmeno l’impossibilità di morire. Egli maledice il suo creatore non solo per avergli dato la vita, ma per avergli negato la possibilità di porvi fine.
- L’Alienazione Potenziata: Amplificando le sue abilità, Del Toro enfatizza quanto esse lo allontanino ulteriormente dall’umanità. Le sue “abilità” diventano il catalizzatore della sua alienazione, ponendo in modo tagliente la domanda su come un mostro possa trovare la pace se gli viene negato il diritto di arrendersi alla morte.
Il Legame con i Misfits di Marvel e Universal
Con questo approccio, Del Toro attinge direttamente agli archetipi degli ibridi uomo-mostro dell’immaginario popolare, come Hulk e La Cosa. Questi personaggi, nel loro oscillare tra l’essere scienziati brillanti e mostri umanoidi dal linguaggio limitato, portano note chiare dei Misfits della Universal (e persino echi di Dr. Jekyll e Mr. Hyde). Del Toro stesso ha familiarità con questo territorio, avendo diretto film su Hellboy (un half-demon supereroe) e su Blade (il mezzo-vampiro cacciatore di vampiri).
In definitiva, sebbene la focalizzazione empatica sul Creature possa sacrificare in parte la complessità di Victor Frankenstein (nonostante l’interpretazione frenetica di Isaac), Del Toro usa l’azione e le abilità potenziate come un filtro per amplificare le domande filosofiche centrali del romanzo: chi è il vero mostro?
Trasponendo il Mostro in un quadro di action-fantasy moderno, Del Toro dimostra di essere un regista eccellente per i film di supereroi, anche quando si dedica a classici gotici.