Il Finale di The Running Man: L’Autore Originale Steven E. de Souza Scherza sul Remake di Edgar Wright

Lo sceneggiatore di The Running Man (1987), Steven E. de Souza, commenta il remake di Edgar Wright e la sfida di adattare l'oscuro finale di Stephen King. Tensione tra pagina e schermo.

Il Finale di The Running Man: L’Autore Originale Steven E. de Souza Scherza sul Remake di Edgar Wright
Credit: Tri-Star Pictures

L’adattamento cinematografico dei romanzi di Stephen King è sempre una scommessa, soprattutto quando si tratta di materiale distopico e con finali complessi. Nessun titolo è stato messo alla prova quanto The Running Man.

Dopo la versione cult del 1987 con Arnold Schwarzenegger, il regista Edgar Wright ci sta riprovando con Glen Powell. Ma per lo sceneggiatore del film originale, Steven E. de Souza, il problema è sempre lo stesso: come rendere cinematografico un epilogo che per natura è difficile da digerire?

Steven E. de Souza e la Sfida del Finale Distopico

Steven E. de Souza, noto per aver scritto classici come Die Hard, ha commentato con ironia la difficoltà di portare a termine l’adattamento del romanzo di King. Secondo De Souza, sia la versione del ’87 che il nuovo tentativo di Wright hanno dovuto “ritoccare” la conclusione, poiché quella del libro è intrinsecamente “un finale deprimente” (a downer).

“Direi che sia la versione dell’87 che questa versione modificano il finale praticamente nello stesso modo,” ha spiegato De Souza, aggiungendo una battuta che è già diventata virale: “Forse la terza versione, nel 2045, riuscirà finalmente a stick the landing (a centrare il bersaglio).”.

Il Remake di Edgar Wright: Tra Sceneggiatura e Schermo

De Souza, che ha ricevuto un credito letterario aggiuntivo sul nuovo progetto, ha letto la sceneggiatura del film con Glen Powell e ha ritenuto che l’epilogo funzionasse bene sulla carta. Tuttavia, l’esperienza del passato lo ha reso scettico sul risultato finale.

Ha osservato che, anche tra le recensioni positive, in molti ritengono che il film di Wright “inciampi alla fine”. Questo suggerisce un problema ricorrente: “Mi sembra che, anche questa volta, qualcosa sia andato storto tra la pagina e il palcoscenico”.

Nonostante queste riserve, lo sceneggiatore non ha alcuna intenzione di essere ‘il burbero’ che critica le nuove generazioni. Anzi, ha ammesso di fare il tifo per il reboot. Vede il tutto come una win-win che spingerà i fan del nuovo film a recuperare anche la versione con Schwarzenegger, anche solo per fare dei paragoni.

La Visione di Edgar Wright: Niente “Karaoke” Cinematografico

Dal canto suo, Edgar Wright ha difeso la necessità di un nuovo adattamento, basando la sua scelta sulla volontà di rimanere più fedele al materiale sorgente di Stephen King di quanto non fosse la versione del 1987. Quest’ultima, secondo Wright, aveva omesso la maggior parte dei personaggi chiave del romanzo.

Per il regista, i migliori remake sono quelli che scelgono di fare qualcosa di radicalmente diverso rispetto ai loro predecessori. Wright ha etichettato i tentativi di rifacimento “shot-for-shot” (copia carbone) come “karaoke”, ritenendoli inutili. Il suo obiettivo era offrire un film fresco, adattando il materiale sorgente in modo completo e inesplorato.

Che sia un downer o una landing perfetta, l’epilogo di The Running Man continua a far discutere. Continuate a seguire Mister Movie per tutti gli aggiornamenti, le analisi e gli approfondimenti sul nuovo adattamento e sui futuri progetti legati all’universo di Stephen King.