L’ultima fatica gotica di Guillermo del Toro è approdata su Netflix, e come ogni sua opera, i dettagli nascosti e il rispetto maniacale per la fonte originale sono infiniti. Mentre il pubblico ha iniziato a setacciare ogni singola scena dopo il debutto in streaming, è emerso un Easter egg che dimostra la profonda venerazione del regista per l’autrice, Mary Shelley.
Il film, già celebrato come uno degli adattamenti più fedeli della storia, ha confermato attraverso Del Toro stesso che perfino gli elementi promozionali nascondono omaggi nascosti. Questo livello di cura suggerisce che ogni deviazione dalla trama originale è frutto di una scelta artistica ponderata, mai arbitraria, spinta da pura passione per la storia di Frankenstein; or, The Modern Prometheus.
Il Segreto Calligrafico di Mary Shelley
Uno degli omaggi più inattesi riguarda la grafica del titolo. Del Toro ha recentemente confermato che la tipografia utilizzata per la parola “Frankenstein” nei poster e nei materiali promozionali è stata direttamente ispirata alla calligrafia originale di Mary Shelley.
Questo dettaglio è venuto alla luce dopo che un utente su Twitter ha notato una somiglianza con un altro tributo presente nel film. La costumista di Frankenstein, Kate Hawley, aveva già utilizzato un campione della scrittura di Shelley per incidere il nome “Elizabeth” su un crocifisso. Questa doppia referenza non fa che solidificare il legame emotivo che Del Toro ha costruito con l’autrice e il suo lavoro, dimostrando come la reverenza per il testo classico sia stata la bussola della produzione. Sebbene il film sia su Netflix solo da un paio di settimane, è probabile che altre tracce del genio di Shelley vengano scoperte a breve.
Elizabeth Riscrive il Suo Destino: Le Nuove Dinamiche
Nonostante l’attenzione al dettaglio per la fonte, l’adattamento di Del Toro non è esente da modifiche significative che distinguono questa versione dalle precedenti, come la celebre pellicola del 1931 con Boris Karloff. Una delle deviazioni più importanti riguarda il ruolo di Elizabeth, interpretata da Mia Goth.
Nelle precedenti incarnazioni e nella storia originale, Elizabeth era la compagna amorevole di Victor Frankenstein, destinata a essere uccisa dalla Creatura. Nella versione di Del Toro, le dinamiche cambiano radicalmente: Elizabeth è fidanzata con William (Felix Kammerer), il fratello di Victor (Oscar Isaac). Victor cerca di corteggiarla, ma Elizabeth lo respinge costantemente. Non solo è innamorata di William, ma è anche sconvolta dal modo in cui Victor tratta la Creatura (Jacob Elordi).
L’Amore Reietto: La Firma Inconfondibile di Del Toro
Questa modifica non è casuale, ma rispecchia un tema ricorrente nella filmografia di Del Toro. Il regista è noto per raccontare storie in cui i personaggi esteriormente non convenzionali o mostruosi sono il fulcro dell’amore e dell’affetto, mentre coloro che appaiono più tradizionalmente attraenti vengono respinti o si rivelano moralmente corrotti.
Che si tratti di Hellboy, The Shape of Water o Nightmare Alley, Del Toro ha sempre ribaltato la prospettiva, rendendo i reietti i personaggi più fortunati o degni di empatia. In Frankenstein, il rifiuto di Elizabeth verso Victor, e la sua repulsione per il trattamento riservato al mostro, si inseriscono perfettamente in questa visione. Pur modificando alcuni personaggi, ambientazioni e persino il finale, l’attenzione meticolosa della tipografia del poster conferma che ogni scelta è stata motivata da una profonda passione.
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