Google cambia la Ricerca in Europa: “Risultati peggiori” con le nuove regole UE

Google ha modificato la Ricerca in Europa per adeguarsi al DMA. L'azienda sostiene che alcune ricerche saranno meno utili, mentre l'UE punta a limitare il trattamento preferenziale dei servizi proprietari.

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© Image via Google Play

Google ha modificato il funzionamento dei risultati di ricerca in Europa per adeguarsi al Digital Markets Act. L'azienda sostiene che il cambiamento renderà alcune ricerche meno utili, mentre l'UE punta a ridurre il vantaggio accordato ai servizi di Google rispetto ai concorrenti.

Google ha iniziato ad applicare nuove modifiche alla Ricerca in Europa per adeguarsi alle disposizioni del Digital Markets Act (DMA), la normativa dell'Unione Europea pensata per limitare il potere delle grandi piattaforme digitali.

La società non nasconde la propria contrarietà. Secondo Google, il nuovo sistema renderà alcune pagine dei risultati meno utili per gli utenti e potrebbe penalizzare anche diverse attività commerciali europee. È però importante distinguere questa valutazione dalla posizione della Commissione Europea: Bruxelles sostiene che il precedente funzionamento della Ricerca favorisse i servizi proprietari di Google rispetto a quelli concorrenti.

La questione riguarda soprattutto le ricerche legate a hotel, voli, ristoranti, trasporti e altri servizi nei quali Google propone direttamente informazioni e strumenti di confronto.

Perché Google sta modificando i risultati di ricerca

Il cambiamento arriva dopo una decisione della Commissione Europea del luglio 2026. Bruxelles ha stabilito che Google non rispettava il DMA perché dava un trattamento preferenziale ai propri servizi all'interno della Ricerca, rendendoli più visibili rispetto alle offerte di servizi concorrenti.

La Commissione ha contestato in particolare il modo in cui Google presenta servizi propri relativi a shopping, hotel, trasporti e sport, rilevando che questi potevano ottenere una posizione o una presentazione più favorevole rispetto a servizi analoghi di terze parti.

Per questa violazione Google ha ricevuto una multa di 460 milioni di euro. La Commissione ha inoltre imposto all'azienda di porre fine alla condotta contestata. In caso di mancato adeguamento, sono previste anche penalità periodiche che possono arrivare fino al 5% del fatturato mondiale medio giornaliero dell'azienda.

È in questo contesto che Google ha introdotto la nuova configurazione dei risultati.

Come cambiano le ricerche su Google in Europa

Secondo quanto riferito da Google a Reuters, alcune ricerche relative a servizi come hotel, compagnie aeree e ristoranti mostreranno maggiormente i cosiddetti vertical search services, cioè piattaforme specializzate nella ricerca e nel confronto di determinate categorie di servizi.

Tra gli esempi citati ci sono Booking.com ed Expedia.

Il nuovo formato può prevedere un servizio specializzato maggiormente evidenziato nella parte superiore dei risultati, seguito da altre piattaforme. Al di sotto possono comparire risultati relativi alle attività interessate, ma con alcune informazioni che Google utilizzava precedentemente in modo più diretto.

Tra gli elementi che Google afferma di dover rimuovere o modificare ci sono anche alcune informazioni sui prezzi in tempo reale.

Per gli utenti questo potrebbe significare, in determinate ricerche, dover visitare più siti o ripetere la ricerca per ottenere informazioni che in precedenza erano disponibili direttamente nella pagina di Google.

Google: “La qualità della Ricerca peggiorerà”

La società considera le nuove regole un compromesso imposto dalla normativa europea.

Nick Fox, vicepresidente senior di Google, ha dichiarato che le modifiche necessarie per rispettare il DMA “degradano l'esperienza utente” degli europei, secondo la dichiarazione riportata da Reuters. Google sostiene inoltre che il nuovo sistema favorisca gli intermediari online a discapito delle attività locali e faccia sparire alcune funzionalità considerate utili.

L'azienda ha definito questo intervento come la più significativa riduzione della qualità della Ricerca nella sua storia, ma si tratta naturalmente di una valutazione espressa da Google, non di un giudizio dell'Unione Europea.

Secondo Google, inoltre, precedenti modifiche introdotte per adeguarsi al DMA avrebbero provocato un calo del 30% del traffico gratuito proveniente direttamente dai risultati di ricerca verso attività europee. Anche questo dato è una stima fornita dalla stessa società e non va quindi presentato come una misurazione indipendente dell'effetto delle norme.

Cosa cambia per chi utilizza Google in Italia

Per gli utenti italiani la questione è particolarmente rilevante perché le nuove regole riguardano il mercato europeo.

Google ha specificato che le modifiche descritte per la Ricerca vengono applicate agli utenti dell'Unione Europea, mentre gli utenti al di fuori dell'UE non sono interessati da questo specifico intervento.

Questo non significa che ogni ricerca produrrà necessariamente risultati peggiori. L'effetto dipenderà dal tipo di query e soprattutto dalle categorie di servizi coinvolte.

Una ricerca generica continuerà a funzionare secondo le normali logiche del motore di ricerca. Le modifiche sono invece particolarmente rilevanti quando Google interviene direttamente come intermediario, ad esempio mettendo a confronto hotel, voli o ristoranti.

Google e UE, lo scontro sul futuro della Ricerca

Il confronto sulla Ricerca fa parte di una più ampia battaglia tra Google e le autorità europee sul rispetto del DMA.

La Commissione Europea ha adottato a luglio due decisioni contro Google. Oltre ai 460 milioni di euro relativi alla Ricerca, Bruxelles ha imposto una seconda sanzione da 430 milioni di euro per le pratiche di Google Play relative alla possibilità per gli sviluppatori di indirizzare gli utenti verso offerte alternative.

Il caso della Ricerca è però particolarmente importante perché riguarda direttamente il modo in cui milioni di persone trovano informazioni ogni giorno.

Da una parte c'è l'obiettivo dell'UE di impedire che una piattaforma dominante utilizzi la propria posizione per favorire i servizi proprietari. Dall'altra, Google sostiene che intervenire sul modo in cui vengono organizzati i risultati possa rendere più complicata l'esperienza degli utenti e ridurre il traffico verso determinate aziende.

Per chi utilizza Google in Europa, la conseguenza concreta sarà quindi da verificare nelle prossime settimane: non è corretto dire che Google abbia semplicemente “reso peggiore” la Ricerca per decisione dell'UE, ma è corretto dire che l'azienda ha modificato il servizio per rispettare le nuove disposizioni e sostiene pubblicamente che alcuni risultati saranno meno utili.

Il confronto tra Google e Bruxelles, intanto, è tutt'altro che concluso.

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