Una delle canzoni più amate e iconiche della musica italiana è al centro di una polemica che mescola musica d’autore e sensibilità contemporanea. Fiorella Mannoia ha deciso di modificare il verso finale del suo grande successo Quello che le donne non dicono, un brano scritto da Enrico Ruggeri e vincitore del Festival di Sanremo nel 1987. La variazione, apparentemente minima, ha scatenato la reazione piccata dell’autore originale.
La Mannoia ha trasformato il verso finale “Ti diremo ancora un altro… sì” in “Ti diremo ancora un altro… no“.
Ruggeri sul finale di Quello che le donne non Dicono: “Un errore e una forzatura woke”
Intervistato, Enrico Ruggeri non ha usato mezzi termini per esprimere il suo disappunto per la modifica, definendola senza mezzi termini “un errore” e inquadrandola come una “forzatura della cultura woke“.
Ruggeri, con due vittorie a Sanremo e una carriera da scrittore e conduttore, ha voluto chiarire il significato originario del testo. Secondo l’autore, la canzone non è affatto una condanna definitiva, ma parla di speranze disattese e di un appello degli uomini al ritorno a un amore autentico:
“Questa è una canzone sulle speranze disattese. Le donne parlano ai loro uomini: non sei più come all’inizio del nostro amore, torna a essere com’eri e ti diremo ancora un altro sì.”
Secondo la visione di Ruggeri, l’incertezza e la critica verso la relazione erano già intrinseche nel testo originale, rendendo superfluo e fuorviante il cambio in senso negativo.
Nonostante l’affetto e la stima per l’interprete, la polemica sul finale della canzone dimostra quanto i testi d’autore, una volta consegnati al pubblico, possano generare dibattiti inaspettati, soprattutto quando vengono riletti attraverso la lente delle sensibilità sociali contemporanee.
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