Ennio Morricone: musica e magia

Dopo aver dedicato un articolo a John Williams, non potevamo non parlare del Maestro, Ennio Morricone.

E’ venuto il momento di crogiolarsi in un poco di sano (sebbene ingiustamente vituperato…), vecchio campanilismo perché nonostante tutti i difetti del nostro Bel Paese, non dobbiamo dimenticare che il popolo italiano si è distinto per genialità ed inventiva in molti campi, primo fra tutti quello artistico.

Ennio Morricone è certamente un degno ambasciatore di questa vena inesausta di talento Made In Italy.

Nasce a Roma il 10 Novembre 1928. Si diploma in tromba, strumentazione per banda e composizione  al Conservatorio di Santa Cecilia. Comincia a scrivere musiche per film nel 1955 (anno in cui dirige l’orchestra per Giovanni Fusco, compositore del soundtrack de “Gli Sbandati”) e lavora per la RAI ma il rapporto è di breve durata poiché il Maestro non tollera i limiti e i divieti posti al suo lavoro dall’allora direttore generale Filiberto Guala.

Nel 1966 compone e arrangia uno dei pezzi più famosi dell’unica e intramontabile Mina, “Se Telefonando”.

La collaborazione tra Morricone e Sergio Leone, compagni di classe alle scuole elementari, risale al 1964 ed è nello stesso anno che arriva “Per un Pugno di Dollari”, prima colonna sonora composta dal Maestro. Da qui in avanti Morricone si dedicherà a musicare tutta la serie di cosiddetti spaghetti western del regista romano tra i quali “Per Qualche Dollaro in Più” (1965), “Il Buono, il Brutto e il Cattivo” (1966), “C’era una Volta il West” (1968) e “Giù la Testa” (1971).

Ennio Morricone: musica e magia

La collaborazione tra i due artisti si conclude con l’ultimo film di Leone, “C’era una Volta in America” (1984), la cui colonna sonora rimane una tra le più apprezzate di sempre e contribuisce non poco al successo del film, insieme ad un cast di tutto rispetto composto da Robert De Niro, James Woods e una giovanissima Jennifer Connelly.

Nella sua lunga carriera, che conta ben 500 componimenti dedicati al cinema, Ennio Morricone ha collaborato con Bernardo Bertolucci musicando film come “Novecento” (1976), con Gerard Derpadieu e Robert De Niro, e “La Tragedia di un Uomo Ridicolo” (1981) con l’indimenticabile Ugo Tognazzi. Per Giuseppe Tornatore ha composto la colonna sonora de “La Leggenda del Pianista sull’Oceano” (1998), adattamento del racconto dello scrittore Alessandro Baricco intitolato “Novecento”, “Malena” (1995), “Baaria” (2009) e “La Migliore Offerta”, uscito l’anno scorso e interpretato da Geoffrey Rush.

Attualmente sta lavorando alle musiche di “Leningrad”, ultimo progetto di Tornatore, che uscirà nel 2015.

Tra le collaborazioni estere del Maestro, ricordiamo “The Mission” di Roland Joffé, “The Untouchables” (1987) di Brian De Palma e “U Turn” (1997) di Oliver Stone.

Potrei continuare a propinarvi una lista infinita di film ai quali Morricone ha donato parte della sua magia tradotta in musica ma il motivo che mi ha spinto a scrivere quest’articolo, non era di darvi un resoconto esauriente del lavoro del Maestro bensì celebrare la passione di una vita dedicata all’arte e al cinema.

Le colonne sonore composte dal Maestro non sono solo semplici accompagnamenti a lungometraggi più o meno belli, sono porte verso un mondo di armonie struggenti e profonde suggestioni che, benché legate indissolubilmente alle pellicole che le hanno rese note al grande pubblico, si svincolano da esse prendendo vita nell’anima di chi le ascolta.

John Williams ha composto molti dei main themes che noi tutti ricordiamo con affetto ma, a mio parere, il suo lavoro, seppur magnifico, non è paragonabile a quello di Ennio Morricone, non ha la stessa profondità né lo stesso afflato epico e commovente. Ripeto, è una mia opinione personale e potete non essere d’accordo, ma Morricone ha portato l’arte della colonna sonora ad un livello più alto, assimilabile alle opere dei grandi compositori classici del passato.

Ennio Morricone: musica e magia

Nel 2007, Ennio Morricone ha vinto l’Oscar alla carriera, sicuramente meritato sebbene l’Academy non gliene abbia mai concesso uno prima, nonostante le 5 nominations ricevute. A consegnarglielo è stato un sorridente Clint Eastwood, protagonista indiscusso dei film western di Sergio Leone, mentre la platea si alzava per tributare al Maestro una standing ovation commovente.

Voglio ringraziare l’accademia per questo onore che mi ha fatto dandomi questo ambito premio, però voglio ringraziare anche tutti quelli che hanno voluto questo premio per me fortemente, e hanno sentito profondamente di concedermelo. Veramente; voglio ringraziare anche i miei registi, i registi che mi hanno chiamato con la loro fiducia, a scrivere musica nei loro film, veramente non sarei qui se non per loro. Il mio pensiero va anche a tutti gli artisti che hanno meritato questo premio e che non lo hanno avuto. Io gli auguro di averlo in un prossimo vicino futuro. Credo che questo premio sia per me, non un punto di arrivo ma un punto di partenza per migliorarmi al servizio del cinema e al servizio anche della mia personale estetica sulla musica applicata. Dedico questo Oscar a mia moglie Maria che mi ama moltissimo […] e io la amo alla stessa maniera e questo premio è anche per lei. 

Con queste parole straordinariamente umili, Morricone ha ringraziato l’Academy e il pubblico per il premio concessogli, senza dimenticare la compagna di una vita, Maria Travia, dalla quale ha avuto quattro figli.

L’Oscar si è aggiunto ad una lunga lista di premi e riconoscimenti che hanno costellato la carriera dell’artista tra i quali BAFTA, Grammys, Golden Globes, Nastri D’Argento, il Leone d’Oro alla Carriera e il premio Rota. Nel 1994, Morricone è diventato il primo compositore non americano a vincere il premio alla carriera conferito dalla SPFM – Society for Preservation of Film Music.

Molti registi, primo fra tutti Quentin Tarantino, grande estimatore dei film di Sergio Leone e delle musiche che li hanno resi indimenticabili, hanno omaggiato l’opera di Morricone nei loro lungometraggi, riproponendo i brani più iconici del Maestro.

Per quanto riguarda il mondo della musica, i Metallica usano il brano “L’Estasi dell’Oro” (lo stesso utilizzato dai Ramones) come introduzione dei loro concerti dal 1983 e nel 2007, hanno dedicato un album tributo a Morricone “We All Love Ennio Morricone”, al quale hanno partecipato anche Bruce Springsteen, Roger Waters e Celine Dion. Il gruppo inglese Muse esegue “Man With a Harmonica” tratto da “C’era una Volta il West”, per introdurre il brano “Knights of Cydonia” e chi più ne ha più ne metta.

Di sicuro l’opera di Ennio Morricone non verrà dimenticata.

Non ci resta che abbandonarci ad alcune delle più belle composizioni del Maestro, augurandoci di poter avere il privilegio di sentirne altre in futuro.

 

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