Elio Germano e Pierfrancesco Favino insieme sul set di Suburra

Elio Germano Piefrancesco Favino SuburraStefano Sollima (già regista di Gomorra – la serie e ACAB) è pronto a dare il via al suo nuovo crime drama. Inizieranno a breve nella capitale le riprese di Suburra, film prodotto da Cattleya, che avrà come protagonisti Elio Germano e Pierfrancesco Favino (li avevamo già visti insieme nel 2007 sul set di Romanzo Criminale di Michele Placido, rispettivamente nei panni de Il Sorcio e Il Libano).

La pellicola è un adattamento del romanzo di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini, edito da Einaudi; la sceneggiatura è curata da Sandro Petraglia e Stefano Rulli. La storia è ambientata in una Roma in cui il malaffare e gli incroci tra malavita, politica, uomini di Chiesa, istituzioni e mafia non fanno scandalo, ma aumentano in misura esponenziale. Un grande progetto seppellirà sotto una colata di cemento le periferie della città: alla vigilia di una guerra tra clan criminali, si intrecciano le vicende di diversi personaggi, tra i quali “un costruttore che sta sulla giostra e non ha nessuna intenzione di scendere” (interpretato da Elio Germano) e il politico Favino.

«Preparo Suburra da prima di Gomorra. Il libro mi aveva affascinato ed era una prosecuzione ideale di Romanzo Criminale» ha dichiarato Sollima in un’intervista all’ANSA. «È un gangster movie che riflette la fine di un’era, di un mondo politico e di un mondo criminale che sta diventando altro ma non sa ancora bene cosa e quindi si agita con sanguinosi colpi di coda in attesa di un nuovo ordine».

Elio Germano Piefrancesco Favino Suburra
A sinistra, Pierfrancesco Savino in Romanzo criminale; a destra, Elio Germano in Faccia d’angelo

Il cast, non ancora al completo, sta prendendo lentamente forma, ma pare quasi certa la partecipazione di Greta Scarano (vista recentemente insieme a Favino in Senza nessuna pietà, pellicola di Michele Alhaique).

Sempre secondo Sollima, non è da escludersi che Suburra possa trasformarsi in futuro anche in una serie per il piccolo schermo.

A cura di Costanza Carla Iannacone.

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