Danny Boyle ammette l’uso dell’AI in Ink: «È uno strumento molto utile»

Il regista di "28 giorni dopo" ammette di aver utilizzato l'intelligenza artificiale per realizzare il suo nuovo film.

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© Sony Pictures

Danny Boyle ha utilizzato l'intelligenza artificiale generativa per il suo nuovo film, Ink. A confermarlo è stato lo stesso regista, spiegando però che l'impiego della tecnologia è stato estremamente limitato.

La rivelazione arriva mentre Boyle si prepara a tornare nell'universo di 28 Giorni Dopo, ma prima di rimettersi al lavoro sulla trilogia horror il regista ha portato al Festival di Venezia il suo nuovo progetto.

Ink, adattamento dell'omonima opera teatrale di James Graham, racconta la nascita del quotidiano britannico The Sun.

Nel cast ci sono Jack O'Connell, nel ruolo di Larry Lamb, e Guy Pearce, che interpreta Rupert Murdoch.

Ed è proprio parlando del processo di realizzazione del film che Boyle ha svelato l'utilizzo dell'AI.

Danny Boyle: «Ci sono circa 30 secondi» realizzati con l'AI

In un'intervista video con Vanity Fair, Boyle ha spiegato che l'intelligenza artificiale è stata utilizzata soltanto in una breve parte di Ink.

Il regista ha parlato di circa 30 secondi complessivi.

La tecnologia è servita principalmente per animare alcune vecchie fotografie inserite nel film.

Non si tratta quindi di un utilizzo esteso dell'intelligenza artificiale nella produzione.

Boyle ha inoltre raccontato un altro impiego particolare della tecnologia: alcuni topi che si muovono all'interno della redazione del Sun sono stati realizzati con l'aiuto dell'AI.

Una scelta che nasce anche dalla volontà del regista di evitare, quando possibile, l'utilizzo di animali reali sul set.

Perché Boyle preferisce evitare animali veri

La questione degli animali non è casuale nella carriera del regista.

Boyle aveva già avuto problemi con PETA per l'utilizzo di veri scimpanzé nelle sequenze iniziali di 28 Giorni Dopo del 2002.

Nel caso di Ink, dunque, l'uso dell'AI ha permesso di ottenere determinati elementi visivi senza ricorrere necessariamente ad animali presenti fisicamente sul set.

Il regista ha spiegato che, secondo la sua esperienza, l'intelligenza artificiale può essere particolarmente efficace proprio con gli animali.

Non è però questo l'aspetto che ha attirato maggiormente l'attenzione.

A far discutere è soprattutto il fatto che Boyle abbia scelto di utilizzare AI generativa per modificare e animare materiale fotografico storico.

L'AI non convince Boyle a occhi chiusi

Il regista non ha nascosto una posizione favorevole all'utilizzo della tecnologia, ma con una condizione precisa.

Secondo Boyle, l'intelligenza artificiale può essere uno strumento molto utile, purché venga utilizzata in maniera rispettosa.

Il regista ha inoltre sottolineato un punto particolarmente delicato per il settore cinematografico: il rapporto tra AI e interpreti.

La sua posizione è che, quando una tecnologia viene utilizzata per sostituire o riprodurre una presenza attoriale, gli attori coinvolti devono essere adeguatamente pagati.

Una posizione che inserisce la questione economica e professionale al centro del dibattito.

«Conta quello che ne pensano i ventenni»

Boyle ha anche ridimensionato l'importanza della propria opinione sul futuro dell'intelligenza artificiale.

Secondo il regista, non sarà necessariamente il suo punto di vista a stabilire quanto questa tecnologia diventerà importante nel cinema.

A contare maggiormente sarà il modo in cui la nuova generazione deciderà di utilizzarla e percepirla.

Il riferimento di Boyle è soprattutto ai ventenni, che secondo lui rappresentano una generazione destinata ad avere un rapporto molto più naturale con questi strumenti.

La questione, quindi, non sarebbe semplicemente stabilire se l'AI sia positiva o negativa.

Per Boyle, il vero punto riguarda come viene utilizzata e quali conseguenze produce sul lavoro creativo.

Le fotografie storiche di Ink

La dichiarazione del regista arriva inoltre dopo alcune discussioni online.

Secondo quanto riportato da Deadline, alcuni utenti sui social avevano ipotizzato che l'AI fosse stata utilizzata per animare fotografie storiche di personaggi realmente esistiti.

Tra i nomi citati online figurano i gemelli Kray e Margaret Thatcher.

Boyle non ha però specificato quali fotografie siano state effettivamente elaborate attraverso l'intelligenza artificiale.

Di conseguenza, queste associazioni restano ipotesi circolate sui social e non possono essere considerate confermate dal regista.

L'unica certezza fornita da Boyle riguarda l'utilizzo dell'AI per una breve sequenza del film e per alcuni elementi legati agli animali.

Anche altri grandi registi stanno sperimentando l'AI

Boyle non è l'unico autore cinematografico di alto profilo ad aver parlato apertamente dell'intelligenza artificiale.

Anche Martin Scorsese ha espresso interesse verso alcune applicazioni della tecnologia, utilizzandola come strumento legato alla fase di progettazione e storyboard.

Scorsese è inoltre partner di Black Forest Labs, società specializzata nella generazione di immagini attraverso l'intelligenza artificiale.

Anche Steven Soderbergh ha raccontato di aver sperimentato l'AI durante la realizzazione del documentario John Lennon: The Last Interview.

Il tema continua quindi a entrare sempre più spesso nelle dichiarazioni dei grandi registi.

Prima Ink, poi il ritorno di 28 Giorni Dopo

Per Danny Boyle, Ink rappresenta una parentesi molto diversa rispetto al suo prossimo grande progetto.

Il regista tornerà infatti a occuparsi della saga iniziata con 28 Giorni Dopo.

Dopo 28 Anni Dopo del 2025 e 28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa, Boyle è atteso alla regia del terzo capitolo della trilogia.

Il progetto lo riporterà quindi nel mondo degli infetti e dell'orrore post-apocalittico.

Prima, però, il pubblico potrà scoprire Ink, un film che affronta una storia completamente diversa e che ha già attirato attenzione anche per la scelta di utilizzare, seppur per pochi secondi, una tecnologia destinata a cambiare profondamente il cinema.

La dichiarazione di Boyle aggiunge così un nuovo tassello al dibattito sull'intelligenza artificiale nel cinema, soprattutto sul confine tra strumento creativo e sostituzione del lavoro umano.

Per tutte le novità su Danny Boyle, Ink, 28 Giorni Dopo e il futuro dell'AI nel cinema, continua a seguire Mister Movie.

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