Cose che verranno: le rassegne del Torino Film Festival

cose-che-verranno-le-rassegne-del-torino-film-festivalAnche al Torino Film Festival 2016 non mancano le rassegne di film del passato, film che hanno fatto la storia del cinema. Quest’anno, nella rassegna Cose che verranno, il futuro distopico è padrone della scena.

Cose che verranno: la rassegna del futuro visto dal passato

Il dormiglione è uno dei migliori titoli di Woody Allen, in grado di cogliere con ironia e tipico sarcasmo aspetti di un futuro che, nel 1973, sembrava incredibilmente lontano e, soprattutto, irreale. Ma oggi non è che l’Orgasmatic è diventato quasi un oggetto domestico, con l’erotismo online? E le coltivazioni geneticamente modificate potrebbero consentirci di stendere un uomo con una fragola?

Rollerball del 1975 non ha nulla a che fare con il remake del 2002: qui il terrore della violenza pseudocontrollata è cruda, e il 2018 (anno di ambientazione del film) è talmente dietro l’angolo da essere fastidioso. E se questa aggressività repressa si ribella a e stessa, è la follia.

La fabbrica delle mogli ha subito un altro remake, nel 2004, che ha però fatto perdere buona parte del reale significato: se da una parte c’è una commedia d’affrancamento, nella versione moderna, in origine era una denuncia sociale di livello: omologazione, fabbricazione, donna bloccata in una categoria di moglie efficiente e sexy – e assolutamente finta, nel suo essere un’androide – e uomini nonché mariti gretti e materiali, ben poco interessati all’altrui umanità.

1984 è la cupa trasposizione dell’omonimo libro di Orwell che, nel 1949, ha avuto un occhio verso il futuro sì distopico, ma incredibilmente realistico: videosorveglianza, azzeramento della privacy personale, intercettazione e violenza psicologica. Il Grande Fratello televisivo e moderno non ha certo mai colto l’amarissima analisi della società che viene fatta sia dal film che dal libro, splendidamente interpretato da John Hurt e Richard Burton.

Nirvana è stato un esperimento di Gabriele Salvatores, un film che ha spiazzato per il suo essere completamente lontano dalla sua produzione solita: la fantascienza appartiene poco al cinema italiano, ma nel 1997 ha inesorabilmente dominato, prendendo spazio nell’immaginario collettivo nostrano – e non solo.

Battle Royale è un titolo che spesso si è sentito nominare, negli anni fulcro di Hunger Games. E in effetti in moltissimi lo reputano il vero creatore di quel mondo dove i ragazzi sono sorteggiati per uccidersi a vicenda, immolandosi alla pace altrui.

Il film più recente di tutti è però AI – Intelligenza Artificiale. Spielberg riprese in progetto di Kubrick, portando a termine questa variante moderna / futuristica di Pinocchio. Se l’umanità ha bisogno di robot bambini, per sentirsi utile a crescere degli eterni infanti, cosa accade a questi, quando l’umanità è finita?

Questi e altri film sono visibili al cinema all’interno della rassegna Cose che verranno. Il programma completo è consultabile sul sito ufficiale del Torino Film Festival.

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