Concordia, incubo in mare su Netflix: perché il capitano non può abbandonare una nave in emergenza

Perché il comandante deve restare a bordo durante un'emergenza: arriva su Netflix "Costa Concordia, incubo in mare".

Locandina di Concordia, incubo in mare su Netflix: perché il capitano non può abbandonare una nave in emergenza
© Netflix / tudum

La tragedia della Costa Concordia torna al centro dell'attenzione grazie a Concordia, incubo in mare, il documentario disponibile su Netflix che ripercorre una delle pagine più drammatiche della cronaca italiana. Oltre a ricostruire il naufragio del 13 gennaio 2012, il docufilm approfondisce anche le responsabilità dell'allora comandante Francesco Schettino, condannato dopo aver lasciato la nave mentre l'evacuazione era ancora in corso.

Perché il comandante deve restare a bordo durante un'emergenza

Contrariamente a quanto suggerisce il celebre motto secondo cui un capitano deve "affondare con la nave", la normativa marittima non impone di sacrificare la propria vita. Ciò che la legge richiede è che il comandante rimanga al proprio posto fino a quando ha ancora un ruolo concreto nel coordinare le operazioni di soccorso.

Come spiegato da Unilad, che riporta le parole dell'avvocato marittimista James Walker dello studio Walker & O'Neill PA Maritime Lawyers, il dovere principale di un comandante è proteggere passeggeri ed equipaggio, applicando le procedure previste dalle convenzioni internazionali, tra cui la Convenzione SOLAS per la salvaguardia della vita umana in mare.

Tra i suoi obblighi rientrano la valutazione dell'emergenza, la comunicazione tempestiva della situazione, il coordinamento dell'evacuazione e il mantenimento dei contatti con l'equipaggio e con le autorità competenti fino al termine delle operazioni.

Il caso Costa Concordia e gli errori contestati a Schettino

Secondo quanto ricostruito nel documentario, dopo l'urto contro gli scogli davanti all'isola del Giglio, ai passeggeri fu inizialmente comunicato che si trattava di un semplice problema elettrico, invitandoli perfino a tornare nelle cabine. Una decisione che contribuì a ritardare l'evacuazione.

Le indagini accertarono inoltre che Francesco Schettino lasciò la nave intorno alle 23:30, quando numerosi passeggeri e membri dell'equipaggio erano ancora a bordo. Proprio questo comportamento rappresentò uno degli elementi centrali del procedimento giudiziario nei suoi confronti.

Quando un capitano può abbandonare la nave

Le regole del diritto marittimo prevedono che il comandante possa lasciare l'imbarcazione soltanto dopo aver compiuto ogni ragionevole sforzo per garantire la sicurezza delle persone a bordo.

In pratica, il capitano deve verificare che l'evacuazione sia stata completata, che l'equipaggio abbia svolto i compiti assegnati e che la sua permanenza sulla nave non sia più utile ai fini del soccorso o comporti un rischio eccessivo per la propria vita.

Rientra inoltre tra i suoi doveri l'obbligo di prestare assistenza alle persone in pericolo in mare, purché ciò non metta a rischio la sicurezza dell'imbarcazione.

Perché Francesco Schettino è stato condannato

Dopo il naufragio della Costa Concordia, in cui persero la vita 32 persone, Francesco Schettino è stato riconosciuto colpevole di diversi reati, tra cui omicidio colposo, aver causato il naufragio e l'abbandono della nave prima del completamento dell'evacuazione.

Secondo gli esperti di diritto marittimo, un comandante può essere ritenuto penalmente responsabile quando il disastro è provocato da grave negligenza oppure quando viola gli obblighi previsti durante la gestione dell'emergenza, come nel caso dell'abbandono della nave con passeggeri ancora in pericolo.

Il documentario Concordia, incubo in mare, ora disponibile su Netflix, ripercorre l'intera vicenda attraverso testimonianze e ricostruzioni, riportando l'attenzione su una tragedia che ha segnato la storia della navigazione moderna. Per tutte le ultime notizie dedicate a cinema, serie TV e documentari, continua a seguire Mister Movie.

Credits: unilad

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