Come il Pinocchio di Guillermo Del Toro sfida il fascismo ed inventa un nuovo classico

La scorsa settimana ha debuttato su Netflix l'opera dark di Guillermo Del Toro sul bambino di legno, che offre una versione diversa del classico per bambini...

Nell’industria cinematografica c’è sempre stato il fascino di convertire l’inconvertibile in essere, da Toy Story della Disney e Christine di John Carpenter, a L’indiano della madia del 1995 e all’enorme Avatar. Dare vita all’oggetto inanimato, trasformare l’animale in uomo e immaginare la coscienza in corpi e forme diverse. Avete già letto la nostra recensione sul Pinocchio di Del Toro?

Nel romanzo ottocentesco di Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio, l’immortale creazione intagliata nel legno di un padre addolorato subisce vari gradi di sfortuna in un mondo crudele, in una vita costellata di errori e punizioni. La scorsa settimana ha debuttato su Netflix il film del regista Guillermo del Toro sul ragazzo di legno, e il suo Pinocchio offre una visione diversa del classico per bambini…

Pinocchio: una lezione di fascismo e mascolinità tossica

Il premio Oscar Guillermo del Toro, ora cittadino americano, ha sempre mantenuto una posizione antifascista nei suoi film, con Pan’s Labyrinth ambientato sullo sfondo dell’oppressiva Spagna franchista e l’inclusione di nazisti in Hellboy. Tra il 2010 e il 2020, lo tsunami dell'”Onda conservatrice” ha colpito l’America Latina e il Nord America. Governi di estrema destra guidati da uomini con convinzioni radicate nel fascismo, come il brasiliano Jair Bolsonaro e l’ex presidente americano dalla chioma bionda, che condivide il nome con il clown di una catena di fast-food, hanno portato alla ribalta il loro populismo di destra.

Mentre il Pinocchio originale è ambientato alla fine del 1800, del Toro utilizza un ambiente italiano di guerre mondiali per il suo adattamento animato in stop-motion. Come nelle sue opere precedenti, si tratta di un dettaglio deliberato, che incorpora il regime fascista del dittatore totalitario Benito Mussolini. Le forze del male del film sono incarnate da un’esilarante caricatura di Mussolini a grandezza di hobbit e dall’economia sfruttatrice del Conte Volpe (Christoph Waltz).

Il tema dell’obbedienza è fortemente presente in tutto il film, e si parla molto delle gravi ripercussioni della continua disobbedienza di Pinocchio sotto l’implacabile giurisdizione del Duce. Perché questo era il modo di vivere del mondo sotto l’indottrinamento implacabile degli estremisti di destra, senza libertà di pensiero né di azione. Fate come diciamo noi, e come facciamo noi. A Pinocchio viene richiesto da tutte le figure patriarcali della sua vita di mostrare un conformismo assoluto e incrollabile, un mandato di obbedienza controllato dallo Stato.

Proprio come il Fauno di The Shape of Water del 2017, Pinocchio è una creatura sfruttata da menti capitaliste e militari, che cercano di favorire il potere politico e geopolitico. Esiste un dono più grande per la guerra o per l’avanzamento del proprio potere politico di un soldato immortale con una mente malleabile, facilmente scolpibile come le sue parti fisiche?

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