Secondo Peter Levin, fondatore di Griffin Gaming Partners e collezionista di oltre 500.000 trading card, le carte Pokémon potrebbero diventare una sorta di valuta globale in uno scenario post-apocalittico. Una provocazione che riflette però anche la crescente attenzione verso il mercato delle carte da collezione.
Carte Pokémon come valuta globale dopo l’apocalisse? La previsione dell’investitore
Se un giorno il mondo dovesse davvero affrontare uno scenario apocalittico, quali oggetti potrebbero mantenere un valore sufficiente per essere utilizzati negli scambi? C’è chi immagina acqua, cibo, carburante o altri beni essenziali. Peter Levin, investitore del settore gaming e fondatore di Griffin Gaming Partners, ha invece una risposta decisamente più sorprendente: le carte Pokémon.
L’affermazione arriva da un’intervista pubblicata da The Hollywood Reporter, nella quale Levin ha parlato della crescita del mercato delle trading card e della propria enorme collezione. L’investitore sostiene infatti di possedere più di 500.000 carte da collezione e considera Pokémon il franchise con le caratteristiche migliori per mantenere una rilevanza globale.
Peter Levin: «Le carte Pokémon sarebbero la valuta globale»
La previsione di Levin è volutamente provocatoria. Secondo l’investitore, se un’apocalisse dovesse verificarsi domani, il giorno successivo le carte Pokémon potrebbero diventare una sorta di “global currency”, cioè una valuta riconosciuta negli scambi tra persone.
Il ragionamento parte dalla diffusione internazionale del franchise. Pokémon è nato in Giappone negli anni Novanta e ha costruito nel tempo una presenza globale attraverso videogiochi, serie animate, merchandising e soprattutto il Gioco di Carte Collezionabili.
Per Levin, proprio questa notorietà internazionale renderebbe le carte particolarmente interessanti in un ipotetico sistema economico completamente diverso da quello attuale. Non si tratta però di una previsione finanziaria basata su un modello economico: è una sua opinione personale su uno scenario estremamente ipotetico.
Perché Pokémon è diventato così prezioso?
Il successo delle carte Pokémon non dipende dal valore nominale stampato sulla carta, ma da fattori come rarità, condizioni, domanda dei collezionisti, autenticazione e storia del singolo esemplare.
Questo è un punto fondamentale: non tutte le carte Pokémon hanno un valore elevato. Il mercato delle carte da collezione presenta differenze enormi tra prodotti comuni e pezzi particolarmente rari, soprattutto quando sono conservati in condizioni eccellenti e certificati da società specializzate.
Negli ultimi anni alcune carte hanno raggiunto quotazioni molto elevate, contribuendo a trasformare il collezionismo in un settore seguito anche da investitori e grandi operatori dell’intrattenimento. Levin vede proprio in questa evoluzione uno dei segnali della trasformazione delle trading card da semplice hobby a segmento dell’economia dell’intrattenimento.
Il confronto con l’S&P 500: attenzione al dato del 3.000%
Nel suo intervento, Levin ha anche sostenuto che le carte Pokémon avrebbero superato l’S&P 500 di circa il 3.000%.
Il dato va però contestualizzato. Non significa che ogni carta Pokémon abbia prodotto un rendimento del 3.000%, né che acquistare una qualsiasi bustina equivalga a investire nell’indice azionario americano.
Il mercato è estremamente eterogeneo e i risultati dipendono dal tipo di carta o prodotto considerato e dal periodo analizzato. Alcune analisi indipendenti mostrano infatti performance molto differenti tra carte singole, prodotti sigillati e collezioni certificate.
La cifra citata da Levin va quindi letta come un riferimento al forte apprezzamento di determinati segmenti del mercato delle carte Pokémon, non come una garanzia di rendimento per i collezionisti.
Il fenomeno Pokémon continua a crescere nel 2026
La popolarità del Gioco di Carte Collezionabili Pokémon non sembra comunque rallentare. Anzi, il 2026 rappresenta un anno particolarmente importante per il franchise: il GCC Pokémon celebra infatti il suo 30° anniversario.
The Pokémon Company ha annunciato per il 16 settembre 2026 l’arrivo mondiale dell’espansione 30° Anniversario del GCC Pokémon. Si tratta della prima espansione del gioco destinata a essere pubblicata simultaneamente in tutto il mondo.
L’espansione includerà nuove carte rare, una nuova rarità e il ritorno di alcune carte del passato. Sono previste anche carte dedicate a Pokémon particolarmente popolari, tra cui Pikachu, Charizard, Espeon e Umbreon.
Questo anniversario arriva in un momento nel quale il collezionismo Pokémon continua ad avere una forte componente internazionale. È proprio questa dimensione globale che, secondo Levin, rende il franchise un candidato ideale per la sua curiosa teoria sulla valuta del futuro.
Dall’investimento reale alla valuta dell’apocalisse
Naturalmente, le carte Pokémon non sono una valuta e non esiste alcuna evidenza che possano diventarlo in caso di collasso della società.
Il valore della provocazione di Levin sta soprattutto nel fotografare quanto il collezionismo sia cambiato. Un oggetto nato come parte di un gioco di carte può oggi diventare un bene da collezione, essere certificato, venduto all’asta e raggiungere quotazioni molto elevate.
In un ipotetico mondo post-apocalittico, tuttavia, il valore di una carta dipenderebbe dalla volontà delle persone di accettarla in cambio di beni realmente necessari. Senza un mercato funzionante, senza sicurezza e senza una comunità di collezionisti, anche una carta rarissima potrebbe perdere completamente il proprio valore economico.
Per ora, dunque, Pikachu resta una carta da collezione e non una moneta. Ma la previsione di Peter Levin racconta bene quanto il mercato Pokémon sia ormai distante dall’immagine del semplice passatempo per bambini.
E con il 30° anniversario del GCC Pokémon pronto a entrare nel vivo, il fenomeno delle carte da collezione sembra destinato a continuare a far parlare di sé.
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