Brendan Fraser: lezioni di giapponese e lotta all’insicurezza per recitare in Rental Family

L’attore premio Oscar si è immerso nella cultura giapponese e ha preso lezioni intensive per il suo nuovo ruolo, trovando nel progetto un’inaspettata terapia personale.

Brendan Fraser: lezioni di giapponese e lotta all’insicurezza per recitare in Rental Family
Credit: Searchlight Pictures

Dopo aver riconquistato il pubblico e la critica con la sua performance in The Whale, Brendan Fraser non accenna a rallentare. Il 56enne, noto per ruoli iconici come quello ne La Mummia, si è lanciato in un progetto complesso girato a Tokyo: Rental Family. Ma la preparazione per il ruolo di un attore a noleggio si è rivelata molto più di un semplice esercizio professionale, diventando un vero e proprio viaggio interiore per la star.

Preparazione sul set: Immersioni linguistiche e culturali a Tokyo

Fraser ha dimostrato un impegno totale per calarsi nella parte. Per interpretare Philip, un attore che lavora per un servizio di “famiglie a noleggio” nella capitale giapponese, l’attore ha fatto all-in, dedicandosi allo studio della lingua. La regista e scrittrice, Hikari, ha rivelato che Fraser si è sottoposto a lezioni di giapponese ben tre o quattro volte a settimana per gestire le numerose battute che il suo personaggio avrebbe dovuto recitare in lingua originale.

L’attore ha voluto di più della semplice preparazione linguistica. Arrivato in anticipo a Tokyo, ha cercato l’immersione totale: “Mi sono preso il tempo di arrivare abbastanza presto da sentire di avere la mia storia da raccontare su Tokyo,” ha spiegato Fraser in un video behind-the-scenes. Passare tempo per le strade della metropoli con un traduttore tascabile, cercando di interagire con le persone, è stata per lui una delle esperienze più illuminanti della sua carriera.

Rental Family: L’origine di un business che colma le distanze

Il film esplora l’insolita ma reale pratica dei servizi di “famiglia a noleggio”, dove professionisti vengono ingaggiati per simulare relazioni e colmare vuoti affettivi. L’idea per la sceneggiatura è nata, secondo Hikari, da una scoperta fortuita fatta dal suo co-sceneggiatore, Stephen Blahut, che aveva trovato un annuncio di lavoro proprio in questo settore mentre era a Tokyo. Un dettaglio sorprendente, considerando che la stessa Hikari, pur essendo giapponese, non conosceva l’esistenza di tale business.

La regista ha notato che il tema della disconnessione è stato accentuato dal contesto storico recente. “La pandemia ci ha davvero dato distanza. Non c’è davvero molta connessione,” ha riflettuto Hikari, sottolineando come la storia risuoni con la solitudine moderna. Anche il co-protagonista, Takehiro Kira, che interpreta un workaholic che lotta contro l’isolamento, ha attinto a esperienze personali di solitudine vissute quando si trasferì negli Stati Uniti a soli 15 anni. Kira ha raccontato di essersi commosso vedendo una scena del film, che gli ha riportato alla mente quelle notti di Natale trascorse da solo.

Brendan Fraser: l’insicurezza e il punto di svolta personale

Oltre all’impegno linguistico, il progetto ha avuto un impatto emotivo profondo sull’attore. Durante un Q&A a Londra, Brendan Fraser ha aperto il suo cuore, ammettendo di combattere con l’insicurezza da molto tempo. Ha definito Rental Family come un punto di svolta significativo nel suo rapporto con la fiducia in sé stesso.

“Lotto con l’insicurezza e fare questo film mi ha ricordato che sono abbastanza bravo, e lo sono sempre stato,” ha confessato l’attore al pubblico. “Perché mi do così tanto addosso? È lì.” L’onestà e la vulnerabilità con cui Fraser ha affrontato il progetto e le riprese a Tokyo sono la prova che i grandi ruoli non cambiano solo gli spettatori, ma anche gli artisti che li interpretano.

Rental Family è atteso in uscita a gennaio. Continuate a seguire Mister Movie per tutte le novità, le recensioni e gli aggiornamenti sul percorso di Brendan Fraser e le prossime date di rilascio.