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Torniamo a parlare di Blade Runner 2049. Il film di Denis Villeneuve, che soprattutto negli Stati Uniti non ha ottenuto il successo di pubblico sperato, è stato recentemente tacciato di sessismo a causa della rappresentazione dei personaggi femminili.

Ma questa accusa (che visti i recenti scandali che hanno colpito Hollywood non si può di certo da sottovalutare) non è proprio andata giù al regista franco-canadese. Interrogato sulla questione da Vanity Fair, Villeneuve ha quindi voluto far sapere la sua:

“Sono molto sensibile al modo in cui ritraggo le donne nei film. Questo è il mio nono film e sei di questi hanno delle donne per protagonista. Il primo Blade Runner è stato abbastanza duro nei confronti delle donne a causa dell’estetica noir del film. Ma ho cercato di portare profondità a tutti i personaggi. Per Joi, l’ologramma, vedete come si evolve. È interessante, penso.

Cos’è il cinema? Il cinema è lo specchio della società. Blade Runner non riguarda il domani, riguarda l’oggi. E scusate, ma il mondo non è gentile nei confronti delle donne.

Nel cinema americano si vuole ritrarre un mondo ideale. Si vuole ritrarre un’utopia. Va bene sognare un mondo migliore, lottare per qualcosa di meglio. Ma se guardate i miei film esplorano le ombre di oggi. Il primo Blade Runner è la più grande dichiarazione distopica della seconda metà del secolo scorso. Io ne ho fatto il seguito, quindi si, è una visione distopica di oggi. Il che ingigantisce tutte le colpe. È tutto ciò che ho da dirvi.”

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