Babe - Maialino coraggioso, Magda Szubanski rompe il silenzio sulla malattia

Magda Szubanski racconta la sua battaglia contro il linfoma mantellare: è in remissione, ma la malattia è considerata incurabile.

Locandina di Babe - Maialino coraggioso, Magda Szubanski rompe il silenzio sulla malattia
© Universal

L’attrice di Babe e Kath & Kim ha raccontato a 60 Minutes cosa significa vivere in remissione dopo una diagnosi di linfoma mantellare al quarto stadio.

Magda Szubanski non considera la remissione la fine della sua battaglia contro il cancro. In una nuova intervista televisiva, l’attrice australiana ha spiegato che il linfoma mantellare di cui soffre è considerato incurabile e che una nuova ricaduta è ritenuta molto probabile.

La conversazione, trasmessa da 60 Minutes e condotta da Tracy Grimshaw, è stata la prima grande intervista di Szubanski dopo aver reso pubblica la diagnosi nel 2025. L’attrice, oggi 65enne, ha parlato senza edulcorare l’incertezza che accompagna la sua situazione.

“È quasi certo che tornerà. È una questione di quando e poi di quanto sarà grave”, ha spiegato Szubanski.

La remissione non significa guarigione

La distinzione è importante. Nel febbraio 2026 Szubanski aveva annunciato di aver completato la chemioterapia e di essere entrata in remissione. All’epoca aveva chiarito lei stessa che non si trattava di una guarigione, ma della speranza di tenere la malattia sotto controllo il più a lungo possibile.

La diagnosi era arrivata nel maggio 2025. Gli esami avevano identificato un linfoma mantellare al quarto stadio, una rara forma di tumore del sangue che interessa i linfociti B. Szubanski aveva iniziato il cosiddetto Nordic protocol, un regime di trattamento utilizzato contro questa forma di linfoma.

Dopo mesi di terapia, la remissione aveva rappresentato una prima svolta positiva. La nuova intervista mostra però l’altra faccia della situazione: la necessità di convivere con la possibilità concreta che la malattia possa ripresentarsi.

“Potrei vivere meno, oppure di più”

Durante l’intervista, Szubanski ha parlato anche delle statistiche sulla sopravvivenza che accompagnano la sua diagnosi.

Ha citato una sopravvivenza mediana di otto anni e mezzo, precisando che si tratta di una statistica e non di una scadenza personale. “Potrei vivere meno, oppure di più”, ha detto. Subito dopo ha aggiunto, con l’ironia che l’ha sempre contraddistinta, che avrebbe puntato sulla seconda possibilità.

È un passaggio che restituisce bene il tono della conversazione. Szubanski non ha nascosto la gravità della situazione, ma nemmeno ha rinunciato a quella vena umoristica che ha accompagnato la sua carriera.

I primi segnali erano arrivati prima della diagnosi

Nel 2025 l’attrice aveva raccontato di essersi sentita male per diverso tempo prima di capire che qualcosa non andava.

Tra i sintomi aveva descritto dolori e un forte malessere, tanto da arrivare a svegliarsi durante la notte. La scoperta del tumore è avvenuta in modo inatteso durante uno screening al seno: i medici hanno notato un ingrossamento dei linfonodi e hanno avviato ulteriori accertamenti. Gli esami hanno portato alla diagnosi di linfoma mantellare.

Quando aveva annunciato la malattia, Szubanski aveva definito il tumore “molto raro, molto aggressivo e molto serio”. Allo stesso tempo aveva sottolineato di essere seguita a Melbourne e di avere accesso a cure di alto livello.

Da Babe a Sharon Strzelecki

Per il pubblico internazionale, Szubanski resta soprattutto il volto di Esme Hoggett nel film Babe. In Australia è invece legata in modo particolare a Sharon Strzelecki, il personaggio diventato celebre nella sitcom Kath & Kim.

La sua carriera televisiva è iniziata alla fine degli anni Ottanta e nel corso dei decenni l’ha trasformata in una delle figure più riconoscibili della comicità australiana. Nel 2025 è stata inserita nella Logies Hall of Fame, dopo quasi quarant’anni di attività nel settore.

Anche durante la malattia non ha smesso completamente di apparire in pubblico. Nell’agosto 2026 è salita sul palco dei Logies nei panni di Sharon Strzelecki, per presentare il Gold Logie insieme a Robert Irwin.

Una storia raccontata senza nascondere l’incertezza

Il nuovo intervento di Szubanski non modifica il dato più recente sul suo stato: l’attrice è in remissione. Allo stesso tempo, la sua forma di linfoma resta considerata incurabile e il rischio di una ricaduta fa parte della prognosi che le è stata comunicata.

Il suo racconto mette così in luce una realtà diversa dalla classica storia di “guarigione” dopo il cancro. Per Szubanski, oggi, la remissione rappresenta una fase di controllo della malattia, accompagnata dalla consapevolezza che il percorso potrebbe essere ancora lungo.

E lei sembra intenzionata a percorrerlo mantenendo anche una delle caratteristiche che il pubblico le conosce da sempre: la capacità di parlare di temi difficili senza rinunciare all’ironia.

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