Valentina Ferragni e l’Ombra di Chiara: “Triste Essere Etichettata come Sorella Di”

In un'intervista a Vanity Fair, Valentina Ferragni parla della difficoltà di affermare la propria identità, del bisogno di indipendenza creativa e di come la creazione del suo brand nel 2020 sia stata una "botta di autostima" fondamentale.

Valentina Ferragni e l’Ombra di Chiara: “Triste Essere Etichettata come Sorella Di”

Valentina Ferragni, influencer e imprenditrice, ha affrontato apertamente il tema del costante paragone con la celebre sorella maggiore, Chiara Ferragni, in una recente intervista rilasciata a Vanity Fair.

Valentina Ferragni confessa di soffrire un po’ di insofferenza per essere sempre etichettata come la sorella di Chiara Ferragni

La difficoltà di essere sempre etichettata come la “sorella di” è una battaglia che l’ha accompagnata a lungo, spingendola a cercare un riconoscimento basato sul proprio valore personale.

La Necessità di Riconoscimento Individuale

Valentina ha espresso profonda insofferenza per il giudizio superficiale, sottolineando la necessità di essere vista per la persona che è, al di là dei legami familiari:

“Ognuno di noi è diverso e ha una storia da raccontare. Nel mio caso, ho sempre trovato tristi quelle persone che pensavano che fossi uguale a mia sorella senza conoscermi. Essere etichettata come ‘sorella di’ mi è spiaciuto, anche perché dico sempre che preferisco essere odiata per la persona che sono anziché per essere semplicemente la sorella di qualcun altro.”

La svolta, racconta, è arrivata con il lancio del suo marchio nel 2020: “È stato molto difficile togliersi quel pregiudizio di dosso ma, quando nel 2020 ho aperto il mio brand, ho capito per la prima volta che potevo piacere agli altri per qualcosa di mio e di nessun altro: quella è stata una vera botta di autostima che mi ha aiutata a capire che avevo anch’io qualcosa da comunicare al mondo.”

L’Infanzia “Taciturna” e l’Amico Immaginario

L’imprenditrice ha anche svelato un lato più vulnerabile del suo passato, legato al bisogno di essere ascoltata. Da bambina, Valentina si definiva “molto taciturna e obbediente”, una figura che non dava problemi, ma che internamente sognava di poter esprimere la propria opinione.

Questo bisogno represso l’aveva portata a crearsi una via di fuga: “Per un periodo ho anche avuto un amico immaginario perché, evidentemente, avevo bisogno di qualcuno che mi stesse vicino: crescendo sono diventata la persona che sognavo di essere, ed è stato un regalo.”

L’Importanza della Libertà e dell’Autenticità

Infine, Valentina ha svelato una peculiarità del suo carattere e della sua quotidianità, smentendo i pregiudizi sulle sue presunte “sovrastrutture” e sottolineando la sua essenza libera e autentica.

“Mi piace girare per casa in mutande perché sono una persona libera. Quando le persone iniziano a lavorare con me viene detto loro che Valentina non ha problemi a cambiarsi i vestiti davanti a loro e non ha problemi a mostrare il suo corpo: molti pensano che abbia molte più sovrastrutture di quelle che effettivamente ho.”

Il suo desiderio è chiaro: che le venga riconosciuto il coraggio e la forza di volontà con cui ha dimostrato di valere agli occhi degli altri, al di là dell’illustre cognome.