Mia Wasikowska oggi, che fine ha fatto Alice nel Paese delle Meraviglie? La nuova vita lontano da Hollywood

Dopo il successo di Alice nel Paese delle Meraviglie, Mia Wasikowska ha ridotto la sua presenza a Hollywood scegliendo il cinema indipendente. Ma nel 2026 è ancora molto attiva.

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Dopo il successo mondiale di Alice nel Paese delle Meraviglie, Mia Wasikowska ha scelto di ridurre il rapporto con il cinema mainstream. Ma l'attrice non ha smesso di recitare: oggi lavora soprattutto nel cinema indipendente, tra Australia e produzioni internazionali.

Per molti spettatori Mia Wasikowska rimane soprattutto Alice nel Paese delle Meraviglie, la giovane protagonista del film di Tim Burton diventato uno dei grandi successi Disney del 2010. Il sequel del 2016, Alice attraverso lo specchio, ha consolidato ulteriormente la sua popolarità internazionale.

Eppure, proprio dopo quella fase della sua carriera, l'attrice australiana ha progressivamente cambiato direzione.

Non ha lasciato il cinema e non si è ritirata dalle scene, come suggeriscono alcuni titoli circolati online. Ha semplicemente scelto di lavorare in modo diverso, privilegiando film indipendenti e progetti più lontani dalla macchina hollywoodiana.

Una scelta che la stessa Wasikowska ha spiegato in diverse interviste, raccontando quanto il ritmo delle grandi produzioni potesse risultare difficile da conciliare con il tipo di vita che desiderava.

Mia Wasikowska e il successo di Alice nel Paese delle Meraviglie

La carriera di Wasikowska è decollata molto presto.

Nata in Australia nel 1989, l'attrice ha iniziato a lavorare ancora adolescente e ha ottenuto ruoli importanti in produzioni come In Treatment, Defiance e That Evening Sun. La svolta internazionale è arrivata nel 2010, quando Tim Burton l'ha scelta per interpretare Alice Kingsleigh in Alice nel Paese delle Meraviglie.

Il film Disney l'ha trasformata in una star internazionale. Wasikowska ha poi continuato a scegliere progetti molto diversi tra loro, lavorando con registi come Cary Fukunaga, David Cronenberg, Guillermo del Toro e Jim Jarmusch.

È stata Jane Eyre nell'omonimo film del 2011, ha recitato in Only Lovers Left Alive, Maps to the Stars, Crimson Peak e Tracks - Attraverso il deserto.

La sua filmografia, quindi, non si è mai limitata ai blockbuster.

Perché Mia Wasikowska si è allontanata da Hollywood

Il cambiamento è arrivato soprattutto nella seconda parte degli anni 2010.

In un'intervista al Sydney Morning Herald, Wasikowska ha raccontato le difficoltà legate a uno stile di vita nel quale, soprattutto da giovane, era costretta a spostarsi continuamente da una produzione all'altra.

L'attrice ha spiegato di aver iniziato a lavorare molto presto e di essersi ritrovata a cambiare città e Paese con grande frequenza. La conseguenza, secondo il suo racconto, era la sensazione di non avere una vera comunità o una base stabile.

Wasikowska ha descritto questo aspetto come particolarmente complicato durante la giovinezza, quando sarebbe stato importante avere punti di riferimento più solidi.

Il problema, dunque, non era semplicemente il lavoro cinematografico. Era lo stile di vita che poteva accompagnare una carriera costruita continuamente tra set, viaggi e nuove produzioni.

“Voglio fare più cose nella vita oltre a stare in una roulotte”

Una delle dichiarazioni più significative di Wasikowska riguarda proprio il rapporto con il lavoro sui set.

L'attrice ha spiegato di non voler trascorrere la propria vita saltando continuamente da una produzione all'altra. Il riferimento alla roulotte sintetizza una condizione che può sembrare privilegiata dall'esterno, ma che per lei non rappresentava necessariamente il modo migliore di vivere.

La sua posizione non è stata quella di rifiutare la professione. Al contrario, Wasikowska ha continuato a recitare, ma cercando un equilibrio diverso.

La differenza si vede soprattutto nella scelta dei progetti.

Negli anni successivi a Alice attraverso lo specchio, ha lavorato in film come Piercing, Damsel, Judy & Punch, Blackbird, Le strade del male, Sull'isola di Bergman, Blueback e Club Zero.

Si tratta di una filmografia molto distante dalla logica dei grandi franchise.

Mia Wasikowska è tornata a lavorare in Australia

La scelta di tornare a vivere a Sydney ha avuto un ruolo importante nel nuovo percorso professionale dell'attrice.

Invece di inseguire continuamente le grandi produzioni americane, Wasikowska ha potuto dedicarsi maggiormente a progetti indipendenti e a collaborazioni con registi interessanti per lei.

Il risultato è stato un percorso meno visibile al grande pubblico, ma tutt'altro che inattivo.

La sua partecipazione a Club Zero, presentato in concorso a Cannes nel 2023, ne è un esempio. Il film di Jessica Hausner ha riportato Wasikowska nel circuito dei festival internazionali.

Cosa fa oggi Mia Wasikowska?

Ed è proprio qui che la storia raccontata da alcuni titoli online cambia completamente.

Mia Wasikowska non ha smesso di recitare. Nel 2026 è tornata sul grande schermo con diversi progetti.

Tra questi c'è Leviticus, horror australiano diretto da Adrian Chiarella, presentato al Sundance 2026 e distribuito nelle sale australiane durante l'anno. Wasikowska fa parte del cast del film insieme a Joe Bird e Jeremy Blewitt.

L'attrice è inoltre coinvolta in Fing!, film diretto da Jeffrey Walker con Taika Waititi, Richard Roxburgh e Penelope Wilton.

Ma il progetto più recente che ha riportato il suo nome sulla scena internazionale è Agata the Writer, diretto da Kuba Dorabialski.

Il film è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 nella sezione Venice Days. Wasikowska interpreta Agata, una scrittrice australiana di origini polacche che viaggia da Sydney a Sarajevo per lavorare a un romanzo ambientato durante la guerra.

Il progetto conferma perfettamente la direzione intrapresa dall'attrice: meno cinema commerciale, più autori e storie indipendenti.

Mia Wasikowska non ha rinunciato a Hollywood: ha scelto un'altra strada

Definire Wasikowska una ex attrice di Hollywood sarebbe quindi sbagliato.

La sua carriera semplicemente non segue più il percorso che molti immaginavano dopo il successo di Alice nel Paese delle Meraviglie.

L'attrice ha continuato a lavorare con registi internazionali, è comparsa nei principali festival cinematografici e ha persino ampliato la propria attività dietro la macchina da presa. Nel 2016 ha infatti diretto e scritto il segmento After Birth del film collettivo Madly.

La scelta sembra quindi essere soprattutto una questione di priorità.

Wasikowska non ha rinunciato al cinema. Ha rinunciato, almeno in parte, alla necessità di essere continuamente presente nel sistema hollywoodiano.

E oggi la sua filmografia dimostra che quella decisione non ha significato fermarsi. Al contrario, le ha permesso di costruire una carriera più selettiva, con un legame sempre più forte con il cinema indipendente australiano e internazionale.

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