Gue Pequeno: “Anche l’invidia è positiva in una competizione, aiuta a crescere…”

Gue Pequeno: “Anche l’invidia è positiva in una competizione, aiuta a crescere…”

In occasione dell’anteprima italiana di Step Up All In, a Giffoni 2014, ecco che MisterMovie.it va in azione a caccia dei personaggi: oggi vi proponiamo una lunga intervista a Gue Pequeno, uno dei rapper più famosi d’Italia, reso celebre grazie al gruppo Club Dogo, che in Step Up si ritrova come doppiatore. Non finisce mai lo stupore che Giffoni Film Festival 2014 ci offre: oggi c’è stata l’anteprima nazionale di Step Up All In, il nuovo e quinto lavoro della saga musical a sfondo danza, che vede come protagonisti Lorella Boccia e Ryan Guzman, con la stragrande partecipazione al doppiaggio (proprio di quest’ultimo) del rapper italiano Gue Pequeno.

Una delle saghe dance più famose della storia del cinema, porta la competizione a livelli incredibili con il nuovo Step Up All In. Lo street dancer di Miami Sean Asa (Ryan Guzman), si traferisce a Hollywood per inseguire i suoi sogni di fama e fortuna, solo per poi scoprire le quasi insormontabili difficoltà per sfondare nel mondo della danza professionista. Ma quando la nuova crew che ha formato insieme alla bella e testarda Andie West (Briana Evigan), raggiunge le fasi finali di un reality tv ad alto contenuto di adrenalina nella scintillante Las Vegas, Sean si trova ad un passo dal raggiungere il suo sogno, sempre se sarà in grado di mettere da parte vecchie alleanze e rivalità di lunga data e fare solo quello che ama di più al mondo: ballare.

Abbiamo domandato al rapper Gue Pequeno cosa trova di diverso nel mondo del Rap italiano con quello americano, le sue sensazioni sul film e sulla danza in generale, e cosa vuol dire per lui “competizione”: Io nel film sono doppiatore italiano di Ryan Guzman; il tutto è iniziato con una chiamata, ricordo che avevo appena finito l’ultimo tour e stavo preparando le scalette per il prossimo che verrà in autunno, è stata una bella emozione il confrontarsi con quel mondo, nel mondo dell’arte non si butta via niente ed ho imparato ad apprezzare un mondo che prima quasi ignoravo, quello del ballo. Ho iniziato a scrivere e dare le prime news ai miei fans sui social, ed è iniziato un chiacchiericcio positivo in merito, ed ho capito che quella era la strada giusta, dovevo solamente accettare: e dissi di si!
Il mio nome deriva da una mia differenza tra le altre persone, Gue è un soprannome che mi sono dato poiché dalla nascita sono guercio, ovvero ho un occhio più chiuso dell’altro, ed il motto Be Different di Giffoni è un qualcosa di buono per i giovani, alla fine capisci che le cose negative ti fanno maturare, ho preso tutto il male e ne ho fatto qualcosa di buono, ho iniziato a dire ciò che pensavo e renderlo canzone, così ho fatto successo nel RAP, vincendo dischi di platino. L’Italia purtroppo è ancora arretrata in questo settore, si credono che il Rap è qualcosa di scomodo e poco nobile, ma non capiscono che con questo potere c’è immediatezza nel dire, ma un lento ponderare dietro, ad un certo punto divento uno strumento e sei destinato a fare del bene: faccio la mia musica e nel bene e nel male cerco di andare avanti.
In Step Up gira tutto intorno ad una sfida, le competizioni nel bene e nel male sono sempre costruttive, c’è bisogno di confrontarsi con le persone per poter crescere, per capire su dove e come lavorare, ma c’è una bella differenza nello sfidare in una competizione dedita al vincere, piuttosto che una per potersi evolvere, il voler vincere sempre non è affatto costruttivo ed il più delle volte logora.