Cesare Cremonini racconta la malattia: “Sono già due anni…”

In una profonda intervista al Corriere della Sera, il cantautore bolognese racconta la sua convivenza con una lieve schizofrenia. Cremonini svela come la terapia farmacologica costante sia diventata un simbolo di pacatezza e auto-accettazione.

Cesare Cremonini racconta la malattia: “Sono già due anni…”
Credit: Rai

Cesare Cremonini ha scelto ancora una volta di rompere il muro del silenzio intorno al tema della salute mentale, condividendo pubblicamente la sua esperienza personale con una lieve forma di schizofrenia. In una lunga e toccante intervista al Corriere della Sera, il cantautore bolognese ha descritto gli ultimi due anni come un percorso di profonda rielaborazione, in cui la cura e la vita professionale si sono fuse indissolubilmente.

La Malattia di Cesare Cremonini: “Accettare la Schizofrenia con la Pillola sul Tavolo”

Il fulcro del suo racconto è il passaggio dalla paura alla gestione consapevole del disturbo, un processo simboleggiato dal gesto più semplice e quotidiano. Cremonini ha spiegato che la costanza nell’assunzione dei farmaci non è solo una routine terapeutica, ma è diventata per lui un simbolo di riconciliazione con la propria fragilità.

Sono due anni che prendo medicinali con costanza e questo mi permette di accettarmi come una persona che deve essere curata, mi dà anche una forma di pacatezza” ha rivelato il cantautore.

Vedere le pillole sul tavolo della cucina al mattino rappresenta ora l’accettazione di essere una persona che necessita di cure, un riconoscimento che sostituisce la vergogna con la consapevolezza. Questa condizione di “pacatezza” ritrovata gli consente di lavorare, scrivere e affrontare la vita quotidiana con un maggiore ordine interiore, riducendo gli aspetti più destabilizzanti della malattia.

Questo processo individuale si inserisce in una storia biografica che Cremonini ha definito “articolata e complessa”. Il cantautore ha ricordato le dinamiche familiari delicate, segnate dalla separazione dei genitori e da quella che ha descritto come una “palla infuocata” di depressione che aleggiava nel contesto domestico, passata da un componente all’altro della famiglia. In questo scenario, Cremonini si è sentito un alleato della madre, incoraggiandola ad allontanarsi da una relazione che percepiva come distruttiva.

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