Salò o Le 120 Giornate di Sodoma: il 2 e il 3 Novembre torna al cinema il capolavoro di Pasolini

“Salò o Le 120 Giornate di Sodoma” (1975) è l’ultimo, più controverso film scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini. Liberamente ispirata al libro “Le 120 Giornate di Sodoma” del Marchese De Sade, la storia narrata si colloca temporalmente tra il 1944 e il 1945, periodo in cui i nazifascisti occuparono il nord Italia rendendo…

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“Salò o Le 120 Giornate di Sodoma” (1975) è l’ultimo, più controverso film scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini.

Liberamente ispirata al libro “Le 120 Giornate di Sodoma” del Marchese De Sade, la storia narrata si colloca temporalmente tra il 1944 e il 1945, periodo in cui i nazifascisti occuparono il nord Italia rendendo Salò la loro nuova Repubblica.

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Il film è diviso in 4 atti che richiamano la suddivisione dantesca dell’Inferno della Divina Commedia: Antinferno, Girone delle Manie, Girone della Merda e Girone del Sangue.

Involontari protagonisti della vicenda, sono un gruppo di giovani, ragazzi e ragazze, rapiti e rinchiusi in una villa, alla mercé dei turpi desideri di quattro individui depravati.

Il Duca, il Monsignore, Sua Eccellenza e il Presidente, rappresentano, non a caso, quattro uomini che esercitano il potere in maniera diversa. Dietro la patina di rispettabilità che dovrebbero ispirare cariche sì altisonanti, si nascondono individui corrotti, dediti al vizio.

I giovani innocenti diventeranno i giocattoli di questi uomini senza scrupoli che, per 120 giornate, ne disporranno come più gli aggrada, seguendo una lista di regole da loro stessi stilata.

Tra atti scellerati, sesso e tortura, il desiderio dei quattro uomini di potere, si trasformerà, alla fine, in brama di sangue e giungerà all’assassinio.

Salò o le 120 giornate di sodoma

“Salò o Le 120 Giornate di Sodoma” venne fortemente ostracizzato e criticato non solo per gli atti sessuali, le nudità e le torture così abilmente rappresentati ma soprattutto per la sottintesa, feroce critica alla classe politica e alla società dell’epoca.

Pasolini non fece mai mistero di ciò che pensava dell’Italia del suo tempo, per questo motivo si creò molti nemici anche negli ambienti politici e in molti ritengono che la sua tragica morte, sia stata in realtà commissionata da qualcuno.

Probabilmente non sapremo mai come andarono veramente le cose, in quella notte del 1975. Quel che è certo è che Pier Paolo Pasolini ha lasciato ai posteri un’eredità che va preservata perché l’Italia marcia e corrotta, priva ormai di umanità, non è così lontana dal Bel Paese in cui viviamo oggi.

“Salò o Le 120 Giornate di Sodoma” sarà presente nelle sale italiane il 2 e il 3 Novembre, in versione restaurata.

Del cast della pellicola fanno parte Paolo Bonacelli (il Duca), Giorgio Cataldi (il Monsignore), Umberto P. Quintavalle (Sua Eccellenza) e Aldo Valletti (il Presidente).

Di seguito potete vedere il trailer della pellicola.

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