toy-story-3-concept-art-buzz-lightyear-woody-inediti-pixarLe parole di John Lasseter hanno rivelato ufficialmente che Toy Story 4 si farà; il capitolo precedente sembrava aver detto tutto ciò che c’era da dire, ma secondo il direttore creativo della Pixar la storia da loro ideata era impossibile da ignorare. Sappiamo tutti come si concluse Toy Story 3, che aveva concluso le avventure di Buzz e Woody in modo gioioso dopo una tumultuosa ma divertente avventura, ma pare che il progetto primordiale del film prevedesse una svolta leggermente più tragica, con protagonista Buzz Lightyear e di cui sono stati resi pubblici alcuni concept art.

In Toy Story 3, il chip di Buzz fa le biffe e il ranger spaziale si trasforma momentaneamente in un ballerino di flamenco, ma originariamente, il problema interno del giocattolo sarebbe dovuto essere ben più grave, tanto da far temere gli altri giocattoli per la vita del loro amico. Preoccupati, questi decidono di inviare Buzz nella fabbrica di Taiwan in cui è stato costruito, sperando che possano ripararlo. Venuti a sapere che molti modelli di Buzz Lightyear sono stati ritirati dal commercio, Woody e gli altri temono che Buzz finisca per essere distrutto e partono per salvarlo. Intanto, a Taiwan, Buzz conosce altri giocattoli che sono stati ritirati.

La storia era opera di Jim Herzfeld, sceneggiatore di Ti presento i miei, mentre i concept e i key frame qui di seguito sono stati realizzati da Jim MartinShane Zalvin. Alla stesura di Herzfeld è stata poi preferita quella di Michael Arndt, che trasferiva l’azione all’interno di un asilo e toglieva Buzz dai riflettori, forse per paura che il film risultasse troppo simile al predecessore, in cui i giocattoli partono per salvare Woody.

Toy Story 3 si è dimostrato un solido sequel e presentava comunque scene forti come quella dell’inceneritore, ma una versione ancor più drammatica sarebbe stato un esperimento interessante, ma probabilmente troppo distante dai canoni della Pixar. Possiamo in parte gustarci quello che Toy Story 3 sarebbe potuto essere, con i lavori di Martin e Zalvin qui di seguito.


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