Il nostro incontro con Takashi Miike al Festival di Roma 2014

Takashi Miike incontro Festival di Roma 2014Onorato nella giornata di ieri con il Maverick Director Award, il regista giapponese Takashi Miike ha incontrato oggi pubblico e stampa per discutere della sua carriera e del suo ultimo film As the Gods Will, in concorso al Festival e di cui ci abbiamo già proposto la recensione.

Accolto da un caloroso applauso, Miike è stato ben lieto di rispondere a numerose domande, cercando di ripercorrere, per quanto possibile, il cammino che l’ha portato a essere il regista che è oggi.

Tenutosi l’evento alle 11 di mattina, l’autore ha ringraziato i numerosi presenti per la loro partecipazione. “Mi era stato detto che gli italiani sono forti di notte e meno di giorno. Devo aver capito male.” apre il regista scaldando subito il pubblico.

Essendo As the Gods Will tratto da un manga di successo, Miike spiega subito il rapporto tra questo media e il cinema. “Oggi i manga sono diversi dalla TV e dai film, perché spesso gli è concessa grande libertà per l’utilizzo di espressioni e situazioni intense. Il loro impeto dà ora a noi cineasti l’opportunità di farne dei film, rendendolo fruibile a più persone.”

Nonostante i vari spunti che potrebbero ricollegare la pellicola all’horror, per Miike non sarebbe totalmente corretto racchiuderla in quel genere. Dopotutto, “la divisione in categorie avviene in un secondo momento da parte degli altri. Io mi limito a svolgere il mio lavoro al meglio.” dichiara il regista. “Ci sono registi che tendono a definire ciò che fanno. ‘Io sono questo, io sono quello.’ Credo che questa velleità finisca per farti cadere. Io provo semplicemente a divertirmi quando faccio un film.”

Takashi Miike incontro Festival di Roma 2014

E il suo metodo di lavoro l’ha reso uno degli autori più prolifici dei nostri tempi. Il grande stravolgimento nella carriera di Miike avviene quando si dedica al mercato direct-to-video, quando i produttori finalmente lo notano. “Secondo me non mi hanno ancora notato!” puntualizza scherzando, ma nemmeno più di quel tanto, Miike che poi aggiunge come inizialmente non avesse alcuno studio alle spalle. “Ero felice della mia libertà. Ora che invece ho uno studio a sostenere i miei film, ci sono regole da rispettare. Io comunque riesco ancora a ottenere la libertà di cui ho bisogno, nonostante qualche restrizione ci sia e questo è uno degli aspetti negativi.”

E a proposito di libertà e censura, non possiamo sorvolare sulla cancellazione dell’episodio Impact girato da Miike per la serie statunitense Masters of Horror. “Si sa che l’America è il paese delle libertà, no? Per l’episodio mi avevano assicurato che avrei potuto esprimere me stesso, inserendo anche scene di nudo e sesso, ovviamente senza mostrare la penetrazione. Quando invece gli ho mostrato il risultato finale, mi hanno detto che non potevano trasmettere una cosa del genere. Così da 13, la serie fu ridotta a 12 episodi. E per me questa è la vera America.”

Riguardo la censura in senso lato, anche in Giappone, Miike non si è mai sentito eccessivamente imbrigliato e anzi crede che il sistema giapponese di restrizione sia necessario. As the Gods Will è vietato ai minori di 15 anni, ma lo capisco. Mi rendo conto che si voglia tutelare i propri figli.”

Takashi Miike incontro Festival di Roma 2014

Con un salto nel passato, l’autore spiega anche come l’America l’abbia avvicinato a un certo tipo di cinema“A 10 anni vidi i film americani di Bruce Lee. Capii cosa fosse l’intrattenimento e, quando Lee scomparve, mi dimostrò come i film possano rendere immortali le persone e non solo quelle.”

Anche l’Italia ha giocato un ruolo fondamentale nella crescita del regista. “La mia generazione è stata molto influenzata dal cinema italiano. In TV c’erano sempre gli spaghetti western e a questi poi si aggiungevano titoli di autori come Fellini. Nasceva un forte contrasto, che offriva un ampio ventaglio di ispirazioni. Di Fellini mi colpì l’eleganza, l’intelligenza; potevo percepire quella bellezza e quello splendore che penso sia una caratteristica tutta italiana.”

Ovviamente, non mancano le ispirazioni dalla sua terra, il Giappone. Facendo gavetta su vari set e lavorando anche con registi del calibro di Shohei Imamura, Miike include spesso nelle sue opere elementi della cultura e della tradizione giapponese. Il regista, tuttavia, ha un’idea ben precisa di tradizione. “Credo che la tradizione sia legata a uno specifico momento. Da piccolo vidi tanti film che mi entusiasmarono e io ero ignorante in materia. Ora mi chiedo come le persone percepiranno i miei film. Riguardo il raccontare storie del passato, non è facile. In Giappone, ad esempio, abbiamo spesso cavalli cavalcati dai samurai e riprodurre correttamente queste sequenze non è facile, anche economicamente.”

A proposito di economia, Miike è famoso per aver diretto molti titoli a budget limitato, alternandoli comunque ad altri dalle grosse risorse finanziarie. Qual è il rapporto del regista con i budget messi a disposizione?

“Credo che i budget limitati diano solitamente maggiore libertà. Se incontro un produttore e mi offre un film dal budget ridotto, se vedo anche negli occhi del produttore una certa serietà, allora potrei interessarmi davvero al progetto. Sicuramente, un grosso budget ti permette di fare molte cose, ma avrai sicuramente più pressioni e dovrai necessariamente puntare a un grande successo. Io mi diverto a girare film e credo che alla fine, indipendentemente dal budget, un film sia sempre un film.”

Takashi Miike incontro Festival di Roma 2014
Takashi Miike insieme a Sota Fukushi e Hirona Yamazaki, protagonisti di As the Gods Will.

 Per quanto riguarda i suoi progetti futuri, Miike ha già pronto per il cinema Over Your Dead Body, meno giocoso rispetto a As the Gods Will e che riproporrà una storia antica già adattata molte volte al cinema. “Si trattava di veri e propri archetipi, ma erano stati raccontati per la generazione passata. Ho pensato che servisse qualcosa di nuovo per la nuova generazione.” 

Giunge anche una domanda su un possibile sequel di Visitor Q, uno dei film più controversi del regista. “Non ci ho pensato, in realtà” ammette il regista. “Ci furono molti problem con quel film, soprattutto per il budget che prevedeva 8 milioni di yen. Mi lasciarono completa libertà, l’unica cosa necessaria era inserire il fulcro centrale della storia. Accade spesso che gli sceneggiatori si sentano frustrati quando i registi aggiungono elementi non previsti e successe anche che i cameramen venivano da situazioni frustranti. Questo è stato l’ambiente in cui ho girato il film. È stato fatto in quel momento con quelle persone. Certo, se tutte le condizioni si mostrassero propense, un sequel si potrebbe anche fare. E ho il presentimento che potrebbe succedere presto, magari tra due anni, quando sarò più libero. Sapete, anch’io devo pagare gli studi ai miei figli.”

Recensione As the Gods Will Takashi MiikeCon più di 90 film al suo attivo, stare dietro alla filmografia di Miike rischia di diventare un’impresa. Ma il regista riguarda mai i propri film e, se dovesse sceglierne uno, qual è quello che più definirebbe Takashi Miike?

“È la domanda che più detesto sentire.” inizia sorridendo l’autore. “Solitamente, dopo che vedo i miei lavori con lo staff in occasione dei festival, non mi ricapita di vederli nuovamente. È probabile che non rivedrò As the Gods Will. Questo accade soprattutto perché passo subito su un altro set; incontro nuove persone, lavoro con loro e penso che a rimanere di un film sia proprio questo flusso. Ogni film mi offre un cammino; oggi ad esempio sono qui. Non so quale strada costruiscono questi film per me, ma mi accompagnano durante la vita e so che farli mi diverte tantissimo. Riguardo il film che mi identifica di più, credo che sia sempre il film più recente a definire un regista; rappresenta quel regista me in quel preciso momento. Devo ammettere però che As the Gods Will mi è piaciuto parecchio e se qualche regista, quando avrò 80 anni, vorrà rifarlo… beh, dovrà essere un grande regista.”

Con un altro intenso giro di applausi, si conclude così un incontro fantastico con una delle stelle più fulgide del panorama orientale e non solo. Speriamo che le case di distribuzione italiane comprendano l’affetto che il nostro Paese prova per questo autore unico e dia più spazio alle sue opere nelle nostre sale.

As the Gods Will è in concorso al Festival di Roma 2014. Il film uscirà in Giappone il 15 novembre, mentre per ora nessun accordo è stato trovato per distribuirlo in Italia.