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Macbeth: Recensione – Fassbender, Cotillard, e il teatro sul grande schermo

Macbeth Recensione - Fassbender, Cotillard, e il teatro sul grande schermo (1)L’opera di Macbeth è una delle più note e cinematograficamente trasposte, e questa con Michael Fassbender e Marion Cotillard come i due tragici protagonisti e creatori di questo sanguinario dramma, è indubbiamente riuscita.

Se ci si aspetta un film veloce, se ci si aspetta un 300 in versione shakespeariana, si sta sbagliando film. Questo Macbeth ha un po’ di quello stile fatto di rossi, neri e forti contrasti, ma ha lo schema e il modo dell’opera teatrale: se si togliessero le ambientazioni e si lasciassero solo gli arredi, e si portasse tutto su un palco, così come è presentato sul grande schermo così potrebbe esistere di fronte a un pubblico di teatro.

Macbeth Recensione - Fassbender, Cotillard, e il teatro sul grande schermo (4)

Michael Fassbender si consuma, si impallidisce, perché da quel «Non avevo mai visto un giorno così bello e brutto allo stesso tempo» inizia la sua follia, di un’ambizione  inizialmente appartenente più a Lady Macbeth – Marion Cotillard – che a lui. E in quella spirale di donna, in quelle profezie di streghe, in quel sangue che macchia le sue mani.

Dunque sulla mia testa esse hanno imposto
una corona senza discendenza
e nel mio pugno uno sterile scettro
da cui la mano di un’estranea stirpe
lo strapperà, perché nessun mio figlio
potrà succedermi. Se così è,
avrò dunque macchiato la mia anima
per la stirpe di Banquo?

Che poi, è la stessa follia che un po’ alla volta tocca anche Lady Macbeth, che anche dopo infinito tempo sente tra le dita ciò che non dovrebbe ormai più avervi traccia:

Via, maledetta macchia!… Via, ti dico!
Però, chi mai avrebbe immaginato
che il vecchio avesse in corpo tanto sangue!
Però, chi mai avrebbe immaginato
che il vecchio avesse in corpo tanto sangue!

Macbeth Recensione - Fassbender, Cotillard, e il teatro sul grande schermo (2)

Dicevamo, appunto, teatro puro. Sebbene il film di Justin Kurzel a volte indulga un po’ troppo nei pensieri e nelle allucinazioni del Macbeth, e di ciò che le parole «Onore a Macbeth» scatenano in lui, non manca nulla: poche persino le musiche, basse e sussurrate all’orecchio dello spettatore che quasi non si rende conto di sentirle, così come dovrebbe essere a teatro, appunto. Che spesso non le ha del tutto, in certe rappresentazioni. La fotografia è fatta ci contrasti e luci che esaltano espressioni corrucciate e rughe, mentre Fassbender e la Cotillard non mancano all’appuntamento con il loro splendido talento: difficilmente, pensandoci, potevano esistere due attori migliori, per questi due ruoli.

Macbeth è decisamente un film da vedere, che vale anche l’impegno d’attenzione che richiede, attraversando film che sono più intrattenimento che riflessione e accortezza, il più delle volte. Vale rinunciare all’atmosfera di pop corn e bibita, vale la pena di studiare ciò che potrebbe avvenire sul palco standosene seduti in sala, per essere a teatro stando al cinema. E Fassbender sembra nato per questo ruolo.

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